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Deviazioni azimuatli nella propagazione HF
esperimenti con Faros software e WSJT
La
presente ricerca si pone l’obiettivo di studiare un fenomeno evidenziato sulle
gamme HF , si tratta si un sistematico
errore di puntamento verso alcune stazioni per le quali il segnale arriva di
intensità maggiore non dalla corretta direzione del qth del corrispondente ma
con un angolo di puntamento antenna differente (errore azimutale). Risulta
difficile stabilire con esattezza che cosa determini questa differenza , la
presente ricerca sperimentale si pone l’obiettivo di trovare alcune plausibili
ipotesi .Partendo dallo studio di alcuni casi sperimentali gia’ descritti in
una precedente pubblicazione (vedi “Propagazione riflessa” all’interno della sezione archivio) e
formulando alcune possibili spiegazioni. Gli strumenti usati sono il sistema di
trasmissione digitale WSJT perche’ consente una tracciabilità del segnale e il
software Faros studiato per l’ascolto e
il monitoraggio dei beacons della NCDX Foundation.
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Esperimenti
Long path
Utilizzando
il sistema Faros con una connessione Internet
veloce e un controllo tempi molto accurato
in grado di riconoscere
percorsi shortpath, longpath
o
percorsi anomali, Ho condotto alcuni
esperimenti
per rilevare la presenza di possibili condotti nella ionosfera.
Il
beacon OA4B da Lima Perù, era
ricevibile solo via lunga
(il percorso breve era
chiuso), con uno skip di circa
30.000 km.
La propagazione era aperta
contemporaneamente sia sui
14 MHz
che sui
18 Mhz. Simultaneamente era ricevibile sia
il beacon ZL2B
dalla Nuova Zelanda e VK6RPB da Perth -
Australia. Questo mette
in evidenza una possibile guida d'onda nella
Ionosfera. I tre beacons infatti
si trovano all’incirca sulla stessa
linea geodetica.
Questa finestra propagativa è molto
breve perché le
condizioni che la supportano
cambiano
molto rapidamente.
Può esserci anche una
possibile azione favorevole della di
Gray Line.
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E’
possibile che la propagazione per E sporadico sia
collegata ai temporali? Recenti ricerche sembrano
supportare tale ipotesi.
Le comunicazioni sono possibili grazie a delle
irregolarità nel plasma ionosferico all‘altezza
della regione E , chiamate E sporadico. Si hanno
quindi collegamenti a singolo e talvolta anche a
doppio salto. Occasionalmente forti temporali si
verificano in prossimità del centro (punto di
riflessione) del percorso del radio collegamenti. L‘ipotesi e‘
quella che i temporali siano una possibile fonte
d‘innesco per l‘E sporadico, sopratutto per
quello piu’ intenso in grado di supportare la
propagazione per frequenze fino ai 144 Mhz. Questa
ipotesi tuttavia non e‘ del tutto accettata
dalla comunita‘ internazionale dei radioamatori
poiche‘ l‘effetto dei temporali sulla
formazione dell‘E sporadico non e‘ stata
ancora dimostrata con convinzione scientifica,
anche se recentemente e‘ stata pubblicata una
recensione sulla prestigiosa rivista scientifica „Nature“ dove si discute in merito alla connessione tra
temporali e ionosfera. La teoria più accreditata per spiegare l’E
sporadico e’ la teoria dei venti ionosferici
“Wind shear theory”.Misurazioni
effettuate per mezzo di ionosonde hanno rilevato
un’elevato contenuto di ioni
metallici all’interno delle cortine di Es:
Fe+ e Mg+ oltre che O2+ e NO+ gli ioni
principali e dominanti
presenti nella regione E. All’interno
della cortina di ioni sono presenti quantità
importanti di ioni metallici, residuo della
pioggia
meteorica.
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