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Che cos'è l'AIDS?
L'AIDS
(acquired immune deficiency sindrome) è una sindrome clinica
caratterizzata da un progressiva immunodeficienza provocata dal virus
HIV (human immunodeficiency virus). I virus responsabili dell'AIDS sono
di due tipi: HIV1 e HIV2. Il virus HIV1 è il principale responsabile
dell'epidemia di AIDS mentre il virus HIV2 origina da una regione
africana. Il virus può attaccare numerose cellule dell'organismo, in
particolare predilige quelle che presentano sulla loro superficie il
recettore chiamato CD4. La cellula bersaglio del virus è quindi il
linfocita (globulo bianco) CD4 positivo che viene distrutto. Man mano
che i linfociti CD4 positivi vengono distrutti, la funzione del sistema
immunitario si deteriora progressivamente fino ad arrivare alla fase
sintomatica di AIDS.
Qual è la struttura del virus HIV?
Il
virus è caratterizzato dalla presenza di un involucro esterno composto
da una membrana (envelope) di glicoproteine (gp120, gp41), da proteine
del nucleo (core) virale (p24) e, più internamente, dalla presenza di
un enzima che ha un ruolo importante nella replicazione del virus: la
trascrittasi inversa (P51)che ha il compito di trascrivere l'RNA in DNA
operazione inversa rispetto a quella che di norma si verifica in
biologia, la proteasi (p11), l'integrasi (p32).
Come ci si può infettare?
L'infezione
può essere trasmessa per via parenterale (trasfusioni di sangue
infetto, trapianti, scambio di siringhe infette), attraverso i rapporti
sessuali (sia eterosessuali che omosessuali) ed urogenitali (per il
partner che entra in contatto con il sangue, il liquido seminale o le
secrezioni vaginali), esposizione professionale, da madre infetta al
bambino durante la gravidanza, al momento del parto e durante
l'allattamento.
La trasmissione dell'infezione è condizionata dal rapporto virus
ospite. Alcuni fattori sono importanti tra cui il tipo di virus (alcuni
ceppi sono più virulenti di altri), la quantità di materiale infetto
con cui si viene a contatto, il tempo di esposizione, la carica virale
contenuta, lo stato di salute generale dell'ospite (presenza di malattie
concomitanti).
Come ci si può infettare per via sessuale?
Il
contagio avviene tramite le secrezioni pre-eiaculatorie, lo sperma
infetto o le secrezioni vaginali infette. Tra i rapporti a rischio
quelli più a rischio sono gli anogenitali.
Come ci si può infettare attraverso le trasfusioni di
sangue e i trapianti di organi?
In
tutti i paesi industrializzati i donatori di sangue e di organi sono
controllati con tests per il rilevamento di un eventuale HIV
sieropositività oltre che per altre patologie a trasmissione ematica;
è quindi ridottissimo il rischio di non individuare l'infezione di un
donatore, purchè questo non sia nel periodo finestra. Un appello ad un
grande senso di responsabilità va indirizzato specialmente ai donatori
di sangue, affinché si rendano conto dell'importanza di evitare
comportamenti a rischio per non trasformare quello che è un bel gesto
di generosità in un veicolo di contagio. L'autodonazione in occasione
di interventi chirurgici programmati è una buona prassi trasfusionale.
Come avviene il contagio tra madre sieropositiva e bambino?
Il
bambino può essere contagiato durante la gravidanza, il parto e
l'allattamento al seno (con estremi che vanno dal 25% in Africa all'3%
in Italia).Generalmente i bambini nati da madre sieropositiva nascono
sieropositivi per il passaggio di anticorpi di derivazione materna
attraverso la barriera placentare, tuttavia fortunatamente solo una
minoranza è realmente contagiata dal virus e quindi svilupperà
anticorpi propri oltre che un progressivo danneggiamento del sistema
immunitario, con comparsa di patologie opportunistiche. Per gli altri si
assiste ad una negativizzazione per la perdita degli anticorpi ereditati
dalla madre. Grazie alla messa in atto di un monitoraggio durante la
gravidanza, alla possibilità di effettuare il parto cesareo e
l'allattamento artificiale, la percentuale di bambini che contraggono
l'infezione dalla madre si è ridotta notevolmente nei paesi
industrializzati. Resta un problema aperto nei paesi del terzo mondo.
Quali sono le percentuali di rischio per rapporti non
protetti?
E'
molto difficile il calcolo del rischio, dal momento che le situazioni
possono essere molto differenti. Esistono studi che riportano i seguenti
dati: Per un rapporto insertivo vaginale o anale non protetto con
partner occasionale il rischio è calcolato essere dello 0,06%, per
quello recettivo vaginale dell0 0,1%, per quello recettivo anale è del
2%.
Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del seguente
articolo: S. D. Pinkerton, D.R. Holtgrave, F.R. Bloom "Cost-effectiveness
of post-exposure prophylaxis following sexual exposure to HIV" AIDS
199, 12:1067-1078.
Il bacio rappresenta un comportamento a rischio per la
trasmissione dell'infezione da HIV?
Il
virus HIV è stato isolato in bassa carica e accompagnato da sostanze
inattivanti anche nella saliva. Nel cavo orale può esserci la presenza
di piccole quantità di sangue legata al sanguinamento gengivale.
Tuttavia non è mai stato dimostrato con studi clinici che il solo
"bacio profondo" possa essere veicolo di contagio.
Quali sono le altre vie rare di trasmissione?
Possibili
vie di trasmissione, anche se di scarsa rilevanza dal punto di vista
della diffusione dell'epidemia, sono il tatuaggio, il piercing con
materiali non opportunamente sterilizzati. L'uso di rasoi, lamette,
oggetti pungenti o taglienti deve essere assolutamente personale.
Quando non vi è rischio di contagio?
Nella
vita quotidiana: servizi igienici, scuola, mezzi di trasporto , uso di
stoviglie, piatti e bicchieri purchè vengano rispettate le comuni norme
igieniche. Va sempre evitato il contatto diretto con ferite aperte o
materiale contaminato.
Nel contatto cutaneo: attraverso la pelle integra, nelle strette di
mano, carezze, abbracci.
Nello sport.
Quali rischi si corrono nel caso di puntura accidentale con
una siringa?
Il virus dell'HIV sopravvive poco tempo al di fuori dell'organismo; il
rischio di infezione per una puntura accidentale con una siringa è
praticamente nullo, mentre, nel caso in cui vi sia la presenza di sangue
fresco, il rischio può essere paragonato a quello di una esposizione
professionale (la cui percentuale di rischio è stimata essere
mediamente dello 0,3%)
Quali sono i sintomi dell'infezione acuta da HIV?
In
seguito al contagio si ha la fase di infezione primaria che decorre
asintomatica nel 25-50% dei soggetti mentre nei restanti si manifesta
con quadri clinici aspecifici. I sintomi generalmente riportati
configurano una sindrome definita simil-mononucleosica e cioè
caratterizzata da un esantema e da una linfoadenopatia. E' stato
descritto anche un possibile interessamento primario del sistema nervoso
centrale con quadri clinici di encefalite o meningite e disturbi
neurologici localizzati e generalmente reversibili. Il virus in questa
fase si dissemina in tutti gli organi e tessuti.
Come si può fare diagnosi di infezione da HIV?
Il
test normalmente usato come screening dell'infezione da HIV è un test
che ricerca gli anticorpi contro il virus HIV (HIV1 e HIV2). Si tratta
di un test immunoenzimatico (ELISA= Enzyme- linked immunosorbant assay),
altamente sensibile, specifico e pratico da eseguire. Ogni test prima di
essere dato come positivo viene riconfermato mediante un altro test
denominato Western Blot. Questa tecnica è in grado di mostrare gli
anticorpi diretti contro le diverse proteine del virus.
Il test per la ricerca degli anticorpi anti HIV può essere eseguito ad
almeno un mese dall'episodio a rischio e va ripetuto a tre e sei mesi
prima di poter essere considerato definitivamente negativo.
La PCR (Polymerase Chain Reaction) è un esame relativamente costoso e
delicato da eseguire. Si avvale di una tecnica di amplificazione degli
acidi nucleici (DNA o RNA) che consente di evidenziare sequenze geniche
specifiche anche quando sono presenti in piccolissime quantità. La sua
esecuzione risulta molto utile in condizioni ben determinate (es
diagnosi precoce, soprattutto nel neonato..)
Che cosa si intende per sieropositività?
E'
la fase che fa seguito all'infezione primaria durante la quale si
verifica un periodo piu' o meno lungo di latenza clinica cui
corrisponde, tuttavia, una progressiva replicazione virale, una
riduzione progressiva di linfociti CD4+ ed il progressivo deterioramento
del sistema immune cellulo-mediato. Dal punto di vista clinico questa
fase e' caratterizzata dalla presenza di una linfoadenopatia
generalizzata. La durata media del periodo asintomatico si e'
attualmente allungata grazie alle terapie disponibili, arrivando fino a
16 anni. I 2/3 dei soggetti, se non trattati, passato questo periodo
sviluppa manifestazioni cliniche della malattia.
Che cosa si intende per Malattia Conclamata (AIDS)?
E'
la fase sintomatica dell'infezione da HIV durante la quale, a seguito di
una progressiva immunodepressione causata dal virus stesso, si
manifestano infezioni cosiddette maggiori o tumori. La velocita' di
progressione della malattia da uno stadio ad un altro e' influenzata
oltre che da fattori virali anche da fattori legati all'ospite quali la
presenza di altre infezioni virali (infezione da virus B e C
dell'epatite, da citomegalovirus, da virus di Epstein Barr ecc), dall'eta'
del soggetto, dalla tossicodipendenza attiva, dalla terapia
antiretrovirale.
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Quali
sono le manifestazioni cliniche delle principali patologie che
definiscono l'AIDS?
AIDS
DEMENTIA COMPLEX (ADC)
ASPERGILLOSI
CANDIDOSI DISSEMINATA, CANDIDOSI ESOFAGEA
CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA
COCCIDIOIDOMICOSI
CRIPTOCOCCOSI
CRIPTOSPORIDIOSI E MICROSPORIDIOSI
CYTOMEGALOVIRUS
HISTOPLASMOSI
INFEZIONE DA HERPES SIMPLEX E VARICELLA ZOSTER
ISOSPORIASI CRONICA
LEUCOENCEFALOPATIA MULTIFOCALE PROGRESSIVA (PML)
LINFOMI NON HODGKIN
MICOBATTERIOSI ATIPICHE DISSEMINATE
NEUROTOXOPLASMOSI
POLMONITE DA PNEUMOCISTIS CARINII
POLMONITI RECIDIVANTI
RETINITE DA CMV
SARCOMA DI KAPOSI
TUBERCOLOSI
(Per
la trattazione di ciascuna voce consultare l'apposito capitolo)
·
AIDS DEMENTIA COMPLEX (ADC)
La
AIDS Dementia Complex e' una delle patologie croniche del SNC piu'
frequenti in corso di AIDS. E' dovuta all' azione diretta virale
che determina una leucoencefalopatia con danno mielinico diffuso e
reazione astrocitaria e macrofagica.
Negli stadi precoci i sintomi piu' frequenti sono la perdita di
memoria recente e le modificazioni del tono dell'umore in senso
depressivo. Con il progredire della malattia il paziente diventa
apatico, non e' piu' in grado di compiere le normali attivita'
quotidiane, coesistono gravi compromissioni delle funzioni
superiori e della attivita' motoria.
La diagnosi e' clinica e si basa sulla esclusione di altre
patologie cerebrali. I test neuropsicologici mostrano deficit
anche severi, la TAC cerebrale evidenzia atrofia cerebrale ed
alterazioni della sostanza bianca sottocorticale. La presenza di
Ag p24 dell'HIV su liquor e' fortemente correlata allo sviluppo di
ADC.
·
ASPERGILLOSI
Il
genere Aspergillus comprende numerose specie patogene, A. flavus e
fumigatus sono i piu' comuni. Sono funghi filamentosi che
producono forme invasive nei pazienti immunodepressi.
L'infezione si presenta come una polmonite accompagnata da febbre,
tosse e dispnea.
La diagnosi si pone mediante esame colturale dell'espettorato.
·
CANDIDOSI DISSEMINATA, CANDIDOSI ESOFAGEA
Tra
le varie specie di Candida patogene per l'uomo quelle piu'
comunemente isolate in corso di infezione da HIV sono C. albicans
e T. glabrata.
La manifestazione più comune è la candidosi del cavo orale che
si può manifestare anche in fasi precoci di malattia da HIV. Si
manifesta con placche bianche sulla lingua, sul palato o alle
guance. Quando l'immunodepressione è più severa si possono
osservare infezioni dell'esofago, localizzazioni oculari,
polmonari, disseminazioni ematiche con quadri di sepsi
La diagnosi si basa sull'evidenza clinica o mediante esame
colturale di tamponi faringei o di emocolture.
·
CARCINOMA INVASIVO DELLA CERVICE UTERINA
Tale
patologia e' stata solo recentemente inserita nei criteri di
definizione dell'AIDS conclamato. E' una patologia correlata ad
infezioni croniche da HPV (genotipi 16 e 18).
Fin dall'esordio si osservano quadri avanzati di invasione con
prognosi sfavorevole. Le lesioni in situ che precedono lo stadio
invasivo sono piu' suscettibili di terapia e devono essere
attivamente ricercate in donne HIV positive mediante esame
citologico cervico-vaginale ed esame colposcopico.
La diagnosi e' citologica ed istologica.
·
COCCIDIOIDOMICOSI
C.
immitis e' un fungo dimorfo che infetta l'uomo per via aerea
tramite spore presenti nel terreno. E' diffuso in USA ed America
Centro-Meridionale. Nel soggetto immunocompetente si manifesta con
una patologia pol
monare generalmetne benigna ed autolimitantesi.
Nel paziente AIDS sono frequenti, oltre alle forme polmonari, le
forme disseminate e quelle che interessano il SNC. Il micete puo'
invadere linfonodi, milza, fegato, reni, ossa, tessuto
sottocutaneo, meningi, ecc. con sintomi correlati con
l'interessamento d'organo associati a sintomi aspecifici quali
febbre, astenia, calo ponderale, tosse.
La diagnosi viene posta mediante esame microscopico e colturale
· CRIPTOCOCCOSI
Cryptococcus neoformans e' un lievito presente diffusamente
nell'ambiente.
Nel paziente immunodepresso può causare una meningite. Sono
possibili anche forme disseminate con invasione di fegato, milza,
midollo osseo e cute.
La diagnosi viene posta ricercando nel sangue o nel liquor
(mediante puntura lombare) l'antigene specifico o mediante esame
colturale.
·
CRIPTOSPORIDIOSI E MICROSPORIDIOSI
C.
parvum e' un coccidio che puo' parassitare l'intestino dell'uomo
in seguito a trasmissione oro-fecale. Compie il suo ciclo vitale
in sede intracellulare nelle cellule enteroepiteliali. La
liberazione dei merozoiti dalle cellule infette comporta danno
cellulare e, nelle infezioni massive, completa perdita dei
microvilli intestinali. E' possibile, ma non dimostrato, che
esista una enterotossina similcolerica che induce una diarrea
secretiva oltre che osmotica.
La malattia e' caratterizzata da una diarrea acquosa ad andamento
cronico con un numero elevato di scariche alvine giornaliere e
severa perdita di liquidi. E' frequente la contemporanea presenza
di nausea e vomito mentre e' assente la febbre. L'infezione puo'
estendersi anche a pancreas, colecisti, polmone. L'importante
perdita di liquidi, se non corretta, induce gravi squilibri
idroelettrolitici e metabolici che possono condurre a morte il
paziente.
La diagnosi viene posta tramite l'identificazione delle oocisti
nelle feci. Possono essere effettuate delle colorazioni specifiche
oppure sono utilizzabili delle metodiche di immunofluorescenza con
anticorpi monoclonali. Puo' essere utilizzata anche la metodica
istologica che prevede indagini invasive non sempre necessarie per
la diagnosi.
I Microsporidi possono causare patologie differenti nei pazienti
con AIDS. Enterocytozoon bieneusi parassita l'apparato digerente e
causa colangiti o diarrea cronica, Enchephalitozoon spp e Septata
intestinalis possono causare sinusiti, patologie oculari e
infezioni polmonari.
DIAGNOSI
La ricerca del parassita nelle feci o su tamponi congiuntivali,
campioni biliari, feci, ecc viene effettuata mediante microscopia
elettronica. La microscopa ottica da' risultati incerti per la
scarsa sensibilita' anche dopo colorazioni specifiche.
·
INFEZIONE DA CYTOMEGALOVIRUS
Il
cytomegalovirus appartiene alla famiglia degli herpes virus ed
induce patologie estremamente variabili nel soggetto
immunodepresso. Le infezioni che si osservano nei pazienti AIDS,
in una elevata percentuale dei casi , sono dovute alla
riattivazione di infezioni croniche che possono essere state
acquisite in epoche lontane. L'infezione da CMV puo' essere
considerata un fattore favorente la progressione della infezione
da HIV.
Con la riattivazione del virus si ha una disseminazione sistemica
ed un coinvolgimento di vari organi ed apparati. Possono essere
infatti coinvolti: la retina, l'apparato gastroenterico, il
surrene, il fegato, il midollo osseo, il polmone, l'encefalo, i
nervi periferici, ecc. La sintomatologia e' pertanto correlata
agli organi coinvolti ed e' generalmmente accompagnata da sintomi
sistemici quali febbre, astenia, malessere generale.
La diagnosi di infezione disseminata da CMV si basa sulla ricerca
di proteine virali su citocentrifugato di sangue o di altri
liquidi biologici mediante immunofluorescenza ed anticorpi
monoclonali. La ricerca di DNA virale mediante PCR puo' aiutare
nella diagnosi. La dimostrazione di una viremia sia mediante
metodiche virologiche che metodiche indirette e' solo indicativa
di una possibile disseminazione virale agli organi bersaglio.
· HISTOPLASMOSI
Hystoplasma capsulatum e' un fungo che si sviluppa nelle
cellule del sistema reticolo endoteliale. L'uomo si infetta
mediante l'inalazione di spore dal terreno. L'infezione e' piu'
frequente nel Nuovo Mondo e particolarmente negli USA..
La lesione primaria a livello polmonare tende a guarire
spontaneamnte causando una infezione subclinica. Nel paziente
immunodepresso l'infezione si estende dai polmoni ad altri organi
o tessuti assumendo la forma disseminata. Si possono manifestare
segni di inibizione midollare con pancitopenia, segni di
interessamento surrenalico, lesioni ulcerative delle mucose e
della cute, meningite, epatosplenomegalia ed interessamento dei
linfonodi superficiali e profondi.
La diagnosi viene posta mediante esame microscopico e colturale
· INFEZIONE DA HERPES SIMPLEX RECIDIVANTI
Gli herpes virus tipo 1 e 2 possono indurre in soggetti
immunodepressi quadri clinici piu' severi di quelli comunemente
osservati in soggetti immunocompetenti.
HSV1 ed HSV2 possono causare lesioni ulcerative estese sia a
livello cutaneo che mucoso (esofagite, lesioni ano-genitali) che
possono avere andamento cronico e ricorrente.
·
ISOSPORIASI CRONICA
Isospora
belli e' un coccidio parassita dell'intestino dell'uomo che viene
trasmesso per via orofecale. Compie il suo ciclo vitale negli
enterociti che vengono distrutti al momento della liberazione dei
merozoiti. Infezioni massive comportano atrofia dei villi,
malassorbimento glucidico e lipidico e diarrea osmotica.
Il quadro clinico nel paziente con AIDS e' caratterizzato da
diarrea cronica acquosa associata a dolori addominali di tipo
colico, nausea e vomito, raramente associati a febbre. Il
malassorbimento conduce a calo ponderale, disturbi
idroelettrolitici, acidosi metabolica.
La diagnosi si basa sull'identificazione delle oocisti nelle feci
o su campioni bioptici.
·
LINFOMI
Sono
inclusi tra le patologie indice di AIDS i linfomi non-Hodgkin (LNH)
ed i linfomi primitivi del SNC.
LNH:
La frequenza di tali patologie come prima manifestazione di AIDS
e' del 3-4% ma il rischio di sviluppare tali patologie rispetto
alla popolazione generale di pari eta' e' di almeno 100 volte
superiore. Sono linfomi generalmente a derivazione B linfocitaria
o indifferenziati ad alto grado di malignita'. E' possibile che ci
sia una correlazione tra l'infezione da EBV e stimolazione
proliferativa dei linfociti B.
Nella maggior parte dei casi il linfoma si presenta ad uno stadio
gia' avanzato con frequente coinvolgimento delle sedi
extralinfatiche. Le sedi piu' frequentemente interessate sono: il
midollo osseo, il tratto gastroenterico, l'apparato respiratorio.
Nei pazienti Hiv positivi risulta piu' frequente il coinvolgimento
meningeo anche in assenza di alterazioni liquorali.
La diagnosi e' istologica su biopsie linfonodali, ossee,
gastriche, ecc. La stadiazione e la valutazione dell'estensione
del processo neoplastico oltre che la valutazione dello stadio
della immunodeficienza HIV correlata sono indispensabili per il
corretto approccio terapeutico.
LINFOMI CEREBRALI PRIMITIVI:
Sono forme tipiche del paziente HIV positivo poiche' nella
popolazione generale sono considerati rarissimi.
Si manifestano con una lesione cerebrale (rare le lesioni
multiple) localizzata alla sostanza bianca che determina una
sintomatologia di lato in relazione alla localizzazione ed alla
velocita' di evoluzione.
La diagnosi di certezza viene posta solo tramite biopsia cerebrale
stereotassica con l'evidenza istologica di linfoma. La SPECT e la
positivita' per EBV mediante PCR su liquor permettono una diagnosi
indiretta abbastanza specifica.
·
MICOBATTERIOSI ATIPICHE
Sono
infezioni opportunistiche sostenute da agenti generalmente non
patogeni per l'individuo imunocompetente. Gli agenti piu'
comunemente isolati sono M. avium e M intracellulare. L'infezione
avviene generalmente in fasi avanzate di malattia quando il numero
dei linfociti CD4+ risulta inferiore a 100/mm3.
La sintomatologia piu' comune e' la febbre associata a malessere
generale, astenia, inappetenza, calo ponderale, anemizzazione
progressiva, leucopenia e piastrinopenia.
L'isolamento in coltura di micobatteri atipici da vari materiali
organici (midollo osseo, sangue, linfonodi, fegato) permette di
porre diagnosi di infezione da micobatteri. Le metodiche di
amplificazione genica per questi microrganismi sono utili per
diagnosi piu' rapide.
·
NEUROTOXOPLASMOSI
Nel
paziente AIDS le manifestazioni cliniche della infezione da T.
gondii sono generalmente dovute alla riattivazione di una
infezione pregressa e latente che si manifesta nella maggior parte
dei casi con localizzazioni ascessuali a livello cerebrale (neurotoxoplasmosi)
La sintomatologia puo' instaurarsi in modo brusco o dopo vari
giorni di sintomi aspecifici prodromici come febbre, cefalea,
malessere generalizzato. La fase conclamata e' caratterizzata da
segni neurologici di sofferenza diffusa della sostanza cerebrale
quali disorientamento temporo spaziale, stato confusionale, segni
di ipertensione endocranica, crisi comiziali e, successivamente,
da segni di interessamento focale. Possono svilupparsi emiparesi,
afasia, paralisi dei nervi craniici, crisi jacksoniane. Spesso
concomita febbre che non presenta caratterisitiche peculiari.
La diagnosi si basa su rilievi indiretti o sulla dimostrazione
diretta del parassita in prelievi bioptici cerebrali effettuati in
stereotassi. Tale metodica, tuttavia, risulta invasiva e non
scevra di rischi ed e' pertanto utilizzata solo in caso di
fallimento della terapia specifica istituita in base a diagnosi di
presunzione effettuata tramite metodiche indirette. Tra queste
essenziali risultano le indagini neuroradiologiche (TAC con mezzo
di contrasto e RMN).
·
POLMONITE DA PNEUMOCISTIS CARINII
P. carinii e' un organismo unicellulare in parte assimilato ai
funghi per alcune caratteristiche genetiche ed in parte ai
protozoi specie per la sua suscettibilita' a famaci generalmente
attivi su questi microrganismi. Il parassita viene trasmesso per
via aerea e rimane silente a livello alveolare per manifestare la
sua patogenicita' solo in soggetti immunodepressi nei quali causa
una polmonite interstiziale.
La polmonIte da P. Carinii (PCP) si instaura talora in modo
insidioso, talora in modo repentino con febbre, tosse poco
produttiva, accessionale ed esacerbata dalla inspirazione profonda
o da modesti sforzi fisici, grave dispnea e polipnea. Alla
radiografia del torace si evidenzia ispessimento dell'interstizio
polmonare bilaterale. Coesiste ipossiemia anche marcata e un
incremento anche notevole delle latticodeidrogenasi.
La diagnosi di certezza si basa sulla dimostrazione di P. carinii
su liquido di broncolavaggio o espettorato indotto.
·
PML (leucoencefalopatia multifocale progressiva )
Leucoencefalopatia multifocale progressiva e' una patologia
demielinizzante del SNC causta da JC virus (PAPOVA) che infetta,
lisandoli, gli oligodendrociti. Compare tardivamente nel corso
della evoluzione della infezione da HIV ed e' una riattivazione di
una infezione latente in seguito alla immunodepressione.
La sintomatologia si instaura gradatamente e puo' variare in
relazione alla zona cerebrale colpita. Generalmente si manifesta
con segni neurologici focali; alla TAC si evidenziano aree singole
o multiple ipodense che non captano il contrasto a livello della
sostanza bianca. La RMN permette di definire meglio le lesioni che
si presentano a livello emisferico in sede sottocorticale e sono
piu' evidenti nelle scansioni in T2. Il quadro neurologico tende
al progressivo peggioramneto con coinvolgimento delle funzioni
superiori.
L'esame istologico di campioni bioptici cerebrali permette di
evidenziare aree di demielinizzazione , reazioni astrocitarie,
inclusioni nucleari negli oligodendrociti. La positivita' su
liqior di PCR per JC virus associata alla osservazione di lesioni
compatibili alla RMN ed al quadro clinico neurologico lentamente
progressivo permette di porre diagnosi.
·
RETINITE:
Puo'
essere sia mono che bilaterale, asintomatica nelle fasi iniziali.
L'esame oftalmoscopico rivela emorragie retiniche singole o
multiple localizzate specie al polo posteriore in prossimita' dei
vasi e circondate da zone edematose e necrotiche.
·
SARCOMA DI KAPOSI
E' una neoplasia ad origine vascolare diffusa che colpisce con
notevole frequenza i soggetti HIV positivi, ma e' descritta nella
forma classica anche nel soggetto anziano, nella forma endemica
nei soggetti africani e nella forma iatrogena nei soggetti
trattati a lungo termine con farmaci immunosoppressivi. La forma
associata all'infezione da HIV viene definita epidemica e presenta
caratteristiche di maggiore aggressivita' con tendenza
all'interessamento viscerale oltre che cutaneo.
Le lesioni angiosarcomatose singole o multiple sono localizzate
alla cute o alle mucose. Nelle forme estese l'interessamento
viscerale puo' coinvolgere ogni organo o tessuto.
La diagnosi si pone mediante esame istologico delle lesioni
·
TUBERCOLOSI
La
patologia da M. tuberculosis si puo' instaurare anche precocemente
nel corso della evoluzione della infezione da HIV e i quadri
clinici osservabili sono simili ai quadri classici di tubercolosi
con interessamento polmonare che può però presentarsi con
manifestazioni atipiche; sono frequenti le localizzazioni
extrapolmonari come le forme linfoghiandolari disseminate, le
pericarditi, le meningiti, le forme setticemiche.
La diagnosi si basa sulla ricerca di M. tuberculosis su escreato
mediante esame batterioscopico diretto o coltura. Metodiche di
amplificazione genica (PCR) facilitano la diagnosi.
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Materiale tratto da: www.aids.it e
www.libero.it
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