Torre di Percanestro
a Serravalle di Chienti (MC)



Ruderi della Rocca di Percanestro 

Rocca di Percanestro di A. M. Micozzi-Ferri 

Resti del castello di Percanestro, uno dei tanti i cui ruderi disseminano ancora oggi il territorio di Serravalle; apparteneva insieme al castello della Rocchetta, a quello di Elce e a numerosi altri castelli delle Marche e dell'Umbria, alla potente famiglia dei Baschi. Il comune guelfo di Camerino, per fronteggiare l'invadenza di quello di Foligno, tra il 1264 e il 1265 offrì protezione e difesa alle comunità montane di confine; di conseguenza gli abitanti della Rocchetta, comprendente i villaggi di Cesi, Costa, Corgneto, Acqua Pagana, S. Martino e Civitella; e quelli della comunità di Percanestro, comprendente i villaggi di Colle Lepre, Col Pasquale, Voltellina, Collecurti, S. Croce, Attiloni, Forcella ed Elce fecero atto di dedizione al comune di Camerino. Segno di questa soggezione fu l'impegno di pagare ogni anno 26 soldi per famiglia; inoltre gli abitanti della Rocchetta avrebbero offerto un palio di seta in occasione della festa di S. Venanzo o di quella dell'Assunta, una libbra di cera quelli della comunità di Percanestro e Elce, così queste terre furono incluse nel distretto del comune di Camerino. Esse sì reggevano con un proprio statuto applicato da un podestà camerinese, che provvedeva anche all'amministrazione della giustizia in prima istanza. Dall'autorità del comune le comunità passarono poi sotto la signoria dei Varano. Della grande rocca di Percanestro restano tracce ben visibili delle mura perimetrali e una torre smozzicata, singolare per la sua pianta a pentagono irregolare. 

Tratto da "Serravalle di Chienti - I quaderni dell'Appennino Camerte" 




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