I
lavori furono avviati nel 1519 e intorno al 1526 furono sospesi per ragioni
politiche (la situazione era instabile, l'anno successivo, infatti, in seguito
al Sacco di Roma, il Papa Clemente VII, che ne aveva voluto la costruzione,
fu imprigionato e i Medici costretti ad abbandonare Firenze), finanziarie e
igienico sanitarie (si verificò un'epidemia di peste) fino al 1530; la Fortezza
fu
ultimata
nel 1534. Antonio da San Gallo il Vecchio. La direzione dei lavori fu affidata
all'ingegnere Nicolao da Pietrasanta. Imponente fortezza di assetto pentagonale,
interamente cinta dai fossi ad eccezione della parte di ponente recentemente
interrata. I suoi spalti in laterizio (che le attribuiscono un caratteristico
colore rosato) dominano il porto mediceo
estendendosi
per un perimetro dimezzo km. La cittadella comprende al
suo interno una torre medievale (X-XI sec.), il Mastio di Matilde dalla caratteristica
forma cilindrica, la precedente piccola fortezza quadrata detta “Quadratura
dei Pisani” (fine XIV secolo). La fortezza è costituita da tre bastioni: quello
verso il mare detto la “Canaviglia” (il nome corretto
sarebbe
“Cavaniglia”, dal nome di Cesare Cavanella, secondo ammiraglio dell’oridine
di S. Stefano, fu capitano a Livorno nel 1587), quello verso Stagno detto la
“Capitana”, quello intermedio detto “Ampoletta”. I bastioni di fronte alla città
furono rialzati e strutturati con cannoniere ad arco e fenditure per le bocche
da fuoco, ad opera dei soldati francesi durante l'invasione napoleonica nel
1796. Sopra il
bastione
“La Canaviglia” si erge un palazzotto costruito nel 1580 per volontà di Francesco
I de' Medici. Nella piattaforma centrale si incontrano la chiesetta di San Francesco
(metà XVI secolo) e una cappella ad essa adiacente (fine XVII sec.). La Fortezza
fu gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943 ed è tuttora in restauro.
La Fortezza Vecchia è il simbolo della città, la sua costruzione
più
caratteristica. Si tratta di un tipico esempio di fortificazione medicea. Si
racconta che nel 1555 la Fortezza fu testimone della decapitazione di tre rivoltosi
contro il governo mediceo. Il Piombanti riporta anche la tradizione per cui
Cosimo I avrebbe qui ucciso il figlio Garzia accusandolo dell'omicidio del fratello.
In realtà i due fratelli furono entrambi vittime di “pericolosissime febbri”
contratte durante una battuta
di
caccia. Si ricorda inoltre che il 13 ottobre 1734 una violenta tempesta scaraventò
una balena di sette metri di lunghezza ai piedi della Fortezza. Proprio dai
suoi bastioni il 4 gennaio 1753 ne furono avvistate ed uccise a cannonate altre
due che si avvicinavano minacciosamente al porto. La cittadella livornese è
stata anche al centro di un caso letterario, quando le fu erroneamente attribuita,
dallo storico pisano Borsi, la più
antica
iscrizione della lingua italiana. La Fortezza fu voluta dal governo fiorentino
che, acquistata nel 1481 Livorno da Genova, non potendo impedire l'interramento
del porto pisano, incentrò la propria attenzione sul porto e le fortificazioni
livornesi. Nel 1506 Antonio da San Gallo fu inviato a Livorno per studiare il
progetto di una nuova fortezza che comprendesse i preesistenti Mastio di Matilde
e
Quadratura
dei Pisani. I lavori di costruzione della cittadella iniziarono sotto il governo
del cardinale Giulio dei Medici (futuro Papa Clemente VII) e, dopo l'interruzione
avvenuta tra 1526 e 1530, furono fatti riprendere dal duca Alessandro che, grazie
all'aiuto spagnolo, aveva avuto la meglio sulla rivolta che aveva dato origine
alla Repubblica fiorentina e alla cacciata dei Medici da Firenze nel 1527. Emblematica
a questo proposito è l'iscrizione fatta apporre dal duca sotto lo stemma mediceo
sulla porta della Fortezza: “Sotto una fede et legge un Signor solo”. Nel 1543
Cosimo I fece costruire sulla sommità della fortificazione un palazzo per la
propria residenza che andò distrutto con i bombardamenti di quattro secoli dopo.
Dalla Fortezza il 1 giugno 1563 partirono le prime quattro galere di Santo Stefano
che, al servizio di Filippo II di Spagna, andarono a soccorrere Orano assediata
dai Turchi. Un altro importante imbarco si verificò il 17 ottobre 1601 quando
Maria dei Medici, tra solenni festeggiamenti, si imbarcò per Marsiglia verso
il suo sposo Enrico IV di Francia. Tale evento fu immortalato da Cristoforo
Allori nel terzo quadro del soffitto della Chiesa dei Cavalieri a Pisa. Nel
1769 la Fortezza divenne per volontà di Pietro Leopoldo sede di un collegio
militare che non ebbe lunga vita; nel 1795 vi fu alloggiata una Caserma. In
seguito fu occupata da abitazioni.