Il
servizio di Radioamatore è formalmente definito nel Regolamento Radio stabilito
alla Convenzione dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni: “Un
servizio d’istruzione personale.
Di
intercomunicazioni e di ricerche effettuato da Radioamatori, cioè da persone
debitamente autorizzate, interessate alla radiotecnica a solo titolo personale
e senza interesse venale”.
Definizione
abbastanza eloquente che dimostra come il radiantismo sia un hobby riservato ai
soli appassionati dell’elettronica, della radiotecnica e delle
telecomunicazioni in genere.
Oggi i radioamatori
sono circa duemilioni in tutto il mondo e il numero cresce ogni anno, anche se
l’Italia negli ultimi tempi è in controtendenza.
Esistono ben 80
associazioni che fanno parte dell’Unione Internazionale dei Radioamatori (IARU)
che fu istituita nel 1925 per promuovere e coordinare comunicazioni bilaterali
fra radioamatori di tutto il mondo.
Gli inizi del
radiantismo prendono il loro avvio con le ricerche di Guglielmo Marconi che,
mettendo in pratica applicazione tutto quanto scoperto da Ampere, Maxwell ed Hertz,
sviluppò il primo sistema di telecomunicazioni ad onde hertziane, atto a
trasmettere e ricevere segnali via radio (era il 1895).
Da allora le
trasmissioni radio vennero usate in tutti i settori del commercio, dei
trasporti e della navigazione.
Oggi senza la
scoperta di Marconi non avremmo potuto: guardare la tv,
avere il telefonino,
conoscere le previsioni del tempo, andare sulla Luna…………
Ci sono parecchie
persone illustre che fanno parte del mondo dei radioamatori, fra questi c’è
l’ex Presidente Francesco Cossiga (I0FCG) il defunto re Husseyn di Giordania
(JY1) e tanti altri.