Antenna HF portatile quadribanda
Eccomi oggi a raccontare dell'ennesima antenna HF portatile .. la solita canna da pesca mutata in antenna. Invero in questo scritto non reclamerò alcunché di innovativo nell'antenna stessa, ma vorrei condividere alcune soluzioni progettuali e costruttive che possono tornare utili in applicazioni simili.

Foto:
picchetto.jpg
Foto:
martellone.jpg
Passiamo ora all'antenna vera e propria.
La base è una vecchia canna da pesca, “pre-tecnologica” e quindi ancora realizzata con materiali naturali con la parte inferiore rivestita di sughero per una migliore presa. E' composta da 4 sezioni smontabili per una lunghezza complessiva di 4,84 m.

Foto:
manico.jpg
Per
garantire il collegamento dell'antenna col piano di massa
rappresentato dal terreno su cui è installata, gli ultimi 18
cm circa sono stati rivestiti prima con carta di spagna da 5/100 ben
tesa e “cucita” con un filo di saldatura a stagno, poi
ricoperta con nastro in rame (codice
RS: 264-9275).
Questa
soluzione si è rivelata molto solida e conveniente.

Foto:
connettori.jpg

File:antenna
no coil, no radial, smith.jpg
Vista la fase bassa del ciclo solare, ho deciso di operare in prima istanza con questa antenna nelle bande più basse, dagli 80 ai 20 m appunto. Questa scelta rende anche più semplice lo studio e la realizzazione del circuito di adattamento, giacché per tutte le bande volute si tratta di introdurre una opportuna induttanza serie per compensare la parte capacitiva sopra misurata.

file:
tabella ARRL.jpg
Noti i limiti di ogni banda, si calcola il relativo punto medio ove far risuonare l'antenna. Paragonando la lunghezza dell'antenna col quarto d'onda reale, si trova la percentuale di accorciamento del radiatore. Utilizzando poi le tabelle riportate in letteratura, si individua il valore di reattanza induttiva da porre in serie e da questo si calcola la bobina. Nella tabella seguente, il riassunto di questi passaggi.
|
Banda |
Fmin [kHz] |
Fmax [kHz] |
Centro banda [kHz] |
λ centro banda [m] |
% radiatore su λ/4 |
XL di compensazione [Ω] |
Induttanza di compensazione [μH] |
|
20 m |
14000 |
14350 |
14175 |
21,16 |
87 |
120 |
1,3 |
|
30 m |
10100 |
10150 |
10125 |
29,63 |
62 |
350 |
6 |
|
40 m |
7000 |
70100 |
7050 |
42,55 |
43 |
650 |
15 |
|
80 m |
3500 |
3800 |
3650 |
82,19 |
22 |
1400 |
61 |
Un metodo alternativo, senz'altro più preciso ma più costoso, è misurare modulo e fase dell'impedenza del radiatore alle frequenze volute e da questa dimensionare l'accordo.
I primi 47 cm del manico, quelli ricoperti in sughero, hanno un'anima interna d'alluminio e quindi non sono idonei come supporto per eventuali bobine di accordo.
Ecco allora subito sopra la parte in sughero, la consueta bobina di carico, realizzata in filo di rame smaltato da 10/10. Le spire in totale sono 116 su un diametro interno di 26 mm; per un totale di circa 10 m di filo. Le prese sono realizzate come segue:
|
Banda |
Presa |
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80 m |
Tutta la bobina, 116 spire |
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40m |
Presa a 42 spire |
|
30m |
Presa a 14 spire |
|
20m |
Presa ad inizio bobina |
A fianco della bobina ho montato su un supporto plastico (ex profilo guida schede da rack), 4 boccole da 2mm, dorate, per consentire il collegamento della parte radiante a diversi punti dell'induttanza.

Foto:bobina.JPG
A fine lavoro, tutto il gruppo manico+bobina è stato fissato ed impermeabilizzato con vernice impregnante tipo RS 199-1480, mentre il resto dell'antenna è stato generosamente spruzzato con lacca protettiva per circuiti stampati. Questi accorgimenti garantiscono una buona stabilità meccanica della bobina e una adeguata protezione della canna e delle parti elettriche esposte in caso di intemperie.

Foto:
test in MBM.JPG
Nel mio caso ho costruito 4 radiali, uno per banda con cavo elettrico da 1,5mm2 (avevo quello in casa!) delle seguenti lunghezze:
|
Banda |
Lunghezza [m] |
|
80m |
19,88 |
|
40m |
10,29 |
|
30m |
7,14 |
|
20m |
5,11 |
Dopo una prima fase di progetto a calcolo, per la messa a punto finale del complesso radiante mi sono avvalso degli strumenti dell'azienda dove lavoro e della complice cortesia del mio capo.
Ecco dunque le misure eseguite sull'antenna finita ed installata nel giardino dietro al laboratorio, con il set completo di 4 radiali collegato:
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Commenti alle misure:
Tutte le misure indicano come l'antenna risuoni in prossimità delle bande di utilizzo previste, con larghezza di banda più che accettabili e minime risonanze spurie. Indicando con F1 e F2 le frequenze a -10dB di return loss (pari a 2:1 di VSWR), possiamo riassumere i risultati come segue:
|
Banda |
F1 [kHz] |
F2 [kHz] |
Banda [kHz] |
|
80 m |
3437 |
3550 |
113 |
|
40 m |
6885 |
7130 |
245 |
|
30 m |
9780 |
10050 |
270 |
|
20 m |
13540 |
14870 |
1330 |
Con un minimo di pazienza è possibile centrare meglio le “fette” di banda utile dell'antenna su quelle di più frequente utilizzo. Il discorso vale prevalentemente per gli 80m, dove i 113 kHz misurati sono insufficienti a coprire i 300 kHz assegnati al nostro servizio. Per le tre bande superiori, invece, il problema diventa minimo e solamente di sottile ottimizzazione. In generale penso che l'antenna sia ben dimensionata e possa garantire prestazioni sufficienti e soddisfazioni in molti campi d'impiego, dal CW ai modi digitali, alla fonia.
Ma sul campo?
Anche dopo tante misure positive, è il campo il vero giudice di ogni antenna. Impiegata tutta un'estate sui monti e sulle spiagge posso condensare qui le mie impressioni:
Portabilità e robustezza: soddisfacenti, tutta smontata si riduce ad un pacchetto di soli 140 cm di lunghezza; è leggera quanto basta da non appesantire le spalle nelle escursioni in quota e da non rovinarsi sotto un temporale o raffiche forti di vento.
Montabilità: ottima, in pochi minuti si è “on-air” ed in altrettanti pochi si è pronti ad abbandonare la postazione... magari per l'arrivo di un improvviso temporale montano...
Efficienza: qui bisogna fare dei distinguo e delle precisazioni. Tutta la mia attività è stata fatta con l'ausilio di uno Yaesu FT-817 e quindi al massimo 5W. Le prestazioni migliori si ottengono ovviamente in 20m, con ascolti piacevoli anche da JA ed oltre. Certo collegarli in fonia con 5W è un altro discorso. Meglio il CW a quel punto. Sulle bande più basse, il mio utilizzo prettamente diurno mi ha regalato una quantità di paesi europei e poco più. Apparentemente l'antenna pare offrire maggiori soddisfazioni in 80m rispetto ai 40. Questo si spiega a causa dell'elevato livello di affollamento e QRM tipico dei 40m diurni. Farsi ascoltare con 5W in mezzo a tanta confusione è veramente dura. A questo punto, una banda un po' più chiusa ma anche più “silenziosa” quale gli 80m, può offrire qualche chance di successo in più per collegamenti sulla breve-media distanza.
Nonostante l'utilizzo di un radiale per banda, il suolo su cui è installata l'antenna può fare la differenza. Meglio comunque le rocce a 2000m che la golena umida del Po.. :-)
Bene, credo di aver raccontato tutto a proposito di questa mia realizzazione e spero di aver condiviso spunti e soluzioni utili ad altri appassionati sperimentatori.
Buon lavoro dunque....
Bibliografia
AA.VV: The ARRL antenna book, ARRL, 1984
Mario Pezzi: Elettrotecnica generale, Zanichelli, 1980
Antenna portatile HF quadribanda – Pierluigi Poggi – 17 settembre 2006