Lo shack...

Innanzi tutto ecco il lay-out della mia stazione radio:


Sostanzialmente è suddiviso in quattro sezioni:

- Radiocomunicazioni via satellite,  nel rettangolo rosso;

- Radiocomunicazioni VHF/UHF,  nel rettangolo verde;

- Radiocomunicazioni in Onde Corte,  nel rettangolo azzurro;

- Ricezione immagini da satellite,  nel rettangolo giallo;

- Le radio "Vintage"...

... senza dimenticare le antenne sul tetto.


Field day...

L' espressione americana  “field day”,  alla lettera “una giornata tra i campi”,  nel gergo radiantistico sta semplicemente ad indicare la conduzione di brevi attività radio da un luogo diverso dallo shack abituale e di solito all' aria aperta.
Condurre attività radio in campagna,  in montagna o al mare significa essenzialmente assemblare una attrezzatura specifica,  che preveda l' uso di apparecchi radio alimentabili con pacchi di batterie o pannelli solari,  antenne raccorciate e simili.  Una attrezzatura,  cioè,  che risponda in maniera totale ai concetti di massima trasportabilità e di massima efficienza in condizioni di massimo disagio logistico.
Ovviamente i radioamatori che,  come me,  detengono la licenza speciale risultano avvantaggiati rispetto agli altri colleghi,  che detengono la licenza ordinaria,  sia per le dimensioni ed i pesi contenuti degli apparecchi radio utilizzabili sia per le lunghezze delle antenne,  accettabili anche ad onda intera.
Nel mio caso tutta l' attrezzatura è assemblata su un normale cavalletto fotografico equipaggiato per poter ospitare un ricetrasmettitore all-mode portatile ed una antenna direttiva di minimo ingombro.

           

                      

Per cominciare,  smontata la vite di fissaggio della macchina fotografica,  occorre realizzare la slitta porta radio ed antenna.  In pratica ho disegnato una specie di lettera “L” che,  visto il lavoro in Acciaieria,  mi sono fatto sagomare con un pezzo di lamiera in acciaio inossidabile per poter affrontare qualsiasi difficoltà di tipo meteorologica e/o di trasporto.
Sulla base della “L” ho saldato elettricamente un raccordo filettato sul quale va avvitato un “naso” porta antenna.
Sulla  slitta  così  realizzata  viene  montato  il  piano  di  appoggio  della radio, ovviamente,  di dimensioni appropriate all' apparecchio utilizzato.
Ho realizzato tale piano con una lastra di materiale plastico facilmente lavorabile
delimitandolo sui due lati con dell' angolare in alluminio.
Il complesso slitta - piano di appoggio va fissato con un normale bullone sulla testata del cavalletto.

                  
                                                                               

            

Il ricetrasmettitore,  lo YAESU FT 290-R II,  è un apparecchio sintetizzato in VHF per i modi FM, SSB e CW alimentabile con un pacco batterie (9 torce da 1,5 Volt)  ed in grado di erogare una potenza di 2,5 Watt.  Il suo peso,  senza batterie,  è di soli 1,2 Kg.
L' antenna è la famosa direttiva 2 elementi meglio conosciuta con il nominativo del suo ideatore lo svizzero HB9CV ,  Rudolf Baumgartner, contraddistinta da un guadagno di circa 5,5 dB e dalle dimensioni ridottissime.