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     ATTIVAZIONE MUSEO DELLA RADIO MARIO FAEDDA DTMBA I001SS IL 17/12/2017  NOMINATIVO  IS0QQA   

                                   

LOCANDINA

                                          museo

                                                                                                     

DAI

Il prossimo 17 Settembre per il sota Day saremo a Monte Forte nella Nurra di Sassari in JN40DR  TEAM IS0GOZ IS0JXO IS0QQA 

REFERENZA SOTA IS-324  REFERENZA DCI - SS073 REFERENZA WCA I-09425 ROCCA DELLA BAGASSA O CASTELLO DI MONTEFORTE 

Monte Forte è un rilievo montuoso situato nella nurra sub-regione storica della Sardegna nord occidentale; fa parte amministrativamente del comune di Sassari da cui dista circa 30 chilometri. Con i suoi 464 m. costituisce il punto più alto di tutta la Nurra.

Il monte è costituito da quarziti scistose  con intrusioni di quarzo  ed è ricoperto da una fitta vegetazione composta prevalentemente da lecci, corbezzolo, lentisco, fillirea, rosmarino ed erica. La fauna selvatica è quella tipica della macchia  mediterranea, con una esuberante presenza di cinghiali.

Sulla cima della montagna sono presenti i resti dell'antico castello di Monteforte di cui sono rimaste tracce delle fondamenta. Nel punto più elevato, da giugno ad ottobre, è presente una postazione di vedetta dell'apparato antincendi regionale dalla quale è possibile controllare una porzione di territorio di notevole vastità che spazia dal golfo dell'Asinara alla piana di Alghero, sino alle alture di Sennori ed Osilo.

Alle falde del monte, lungo la strada provinciale 18, sono presenti due borgate di Sassari: l'omonima frazione di Monte Forte e La Corte.

fonte vikipedia 

 

Al Museo Sanna è conservata un’interessante epigrafe proveniente dal Castello di Monteforte, nella Nurra, ricordante il Giudice Mariano II d’Arborea e il castellano Betini Nazari de Lanfranchi, restauratori della rocca nel 1259 o nel 1274: la data incisa non è completa e si fa riferimento al sistema delle “Indizioni” (base di cicli di quindici anni), un complesso sistema di datazione. La lapide fu ritrovata a fine XIX secolo a Monteforte, la cima di 464 metri sul livello del mare che domina l’intera Nurra assicurando un panorama a 360°. Tale punto di osservazione e controllo fu utilizzato nel medioevo giudicale o dai Giudici di Torres o dai Doria per edificarvi il castello: dove oggi si levano la struttura del punto geodetico nonché la guardiola della Forestale, si osservano anche i resti dell’antica rocca che doveva comporsi di una piccola corte a est, dove si apriva l’ingresso e il corpo di fabbrica di due o tre ambienti a ovest, sul lato sud si osserva infine una muraglia curvilinea. Questo fu il castello, mentre più a valle, verso sud-est, a circa un chilometro e mezzo, sorgeva il borgo: è lo stesso schema, con la stessa distanza quasi (circa un chilometro e mezzo), riscontrabile a Mara nel Castello di Bonvehì e il borgo annesso divenuto poi Nostra Signora di Bonuighinu.

Monteforte merita una visita: la cima con i ruderi del castello può essere raggiunta partendo dalla frazione di La Corte, seguendo la strada che porta fin sulla cima (consigliato usare un fuoristrada, per le pendenze nell’ultimo tratto), mentre per il borgo (vi sono ruderi di varie strutture,

 

tra cui un ambiente a crociera, forse l’abside di una chiesa) la strada si trova digitando su internet il “curioso” nome della località, Rocca della Bagassa, un toponimo misterioso che getta forse qualche sospetto, a distanza di secoli, sulla moglie del castellano Betini Nazari de Lanfranchi.

 

FONTE IS0QQA

 

forte

                                                              

                                    Necropoli di Occhila Ittiri  DIA sar-020 

Piccolo bijoux dell’arte preistorica sarda incastonato nella roccia calcarea del monte Cumida rivolta a levante! Affascinante ed emozionante impresa, la realizzazione di questa necropoli, in un territorio molto scosceso, oltre 5000 anni fa!

Nel 1990 Paolo Melis e Salvatore Merella rilevarono tutte le V tombe sino ad allora note e scoprirono e rilevarono le tombe VI e VII; in seguito vennero individuate le tombe VIII e IX. In particolare l’ipogeo VIII consta di sei ambienti; la cella principale, rettangolare, ha un soffitto con travatura a doppio spiovente.


Sopra l’ingresso ad uno degli ambienti interni, si possono osservare i bassorilievi di due magnifiche corna parallele in stile rettilineo, che con il trascorrere del tempo, purtroppo, sono sempre più difficilmente leggibili, considerata anche la roccia calcarea in cui le tombe sono scavate, facilmente deteriorabile.

                                                                            

occhila

           


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