N E W S L E T T E R 2 0 0 1 |
DIARIO DI BORDO
di Gino I8FXT
Uno squarcio nella nebbia e
come d'incanto appare a metà la roccia di Gibilterra.
Sembrava che galleggiasse,
immersa nei fumi, come i paesaggi delle nordiche langhe
Lafrican Princess, pigra,
arrancava sfarfallando con la sua elica, lasciando una scia inconsueta;
zig-zagava un po' impazzita, priva di un pilota automatico, il timoniere di
Fischiando con affanno,come
una belva in agonia,procedeva avanti mezza forza per cautela.
A capo San Antonio, dopo due
giorni e una notte, avevamo lasciato il vento di maestrale e ora l'African navigava nella bonaccia a ridosso, lungo la costa di
Malaga-Algesiras, nella
Attraverso Gibilterra, la
visibilità era migliorata e con grande gioia avevo risposto alla chiamata di
ZDK via VHF:
Per un navigante non esiste
cosa più bella, trovarsi a Gibilterra e sapere che dopo un'ora circa
si accosta verso sud, lasciando alle spalle le tempeste del nord
Atlantico e dei tormentati mari del Nord Europa.
Salpati tre giorni prima da Savona in ballast, i cuori erano in
fibrillazione, si ignorava la destinazione e la paura serpeggiava tra
l'equipaggio; quella paura di andare a finire sui Grandi Laghi, a caricare
grano, sprovvisti di radar, di girobussola e di qualunque cosa che fosse di
aiuto alla navigazione, sarebbe stata un'impresa abbastanza avventurosa..
Affrontare il nord Atlantico,
arrivare fin lassù allo stretto di Caboto e poi il San Lorenzo...ahimè, di
Novembre, chissà quanti colpi di mare avremmo preso!
Il telegramma di cambio di
rotta era stato ricevuto con il lancio di Roma Radio la notte precedente
"Gibilterra dirigete rotta sudovest seguiranno ordini."
Adagiato sull'aletta di
sinistra, contemplavo Capo Spartel con il suo fanale tutto bianco imponente,
Capo; crocevia delle rotte verso sud e capo di atterraggio per chi proviene
Meditando sulle mie condizioni
di lavoro, programmavo il divenire; già avevo fotografato nelle mente, le
stazioni radio costiere alle quali mi sarei appoggiato e poi non disperando di
Assorto cosi, nei miei
pensieri, sento lo sfarfallio dell'elica più accentuato e realizzo che
Capo Spartel adesso e' di
poppa, un ultimo sguardo, come per salutarlo e mi avvio, con animo tranquillo in
sala radio. Le paure, le angosce dei giorni prima erano già un vago ricordo.
La barca scivolava dolcemente
con un leggero rollio provocato da uno swell di nordovest,
Al calar della sera ascoltavo
ancora qualche stazione europea come CUL, ZDK, affievolita,
Radio GKA, che aggiornava la
situazione del tempo fino al 45mo
di longitudine ovest.
Che sospiro! Ricevere dal
principio "Gale warnig nil" tuttavia non avevo alcuna preoccupazione
più si andava avanti verso sudovest migliori sarebbero state le condizioni del
mare.
All'alba seguente ci appare
all'orizzonte l'isola di Madera, si costeggia
il lato Sud Occidentale, quasi a lambire la lunga spiaggia di rena
bianchissima, accecante ai primi raggi del sole nascente alle nostre spalle, sui
monti prospicienti al mare dominava un verde intenso, lussureggiante, da fare
invidia al miglior pittore, per il quadro che la natura
offriva ai nostri occhi.
Padre Antoni, vecchio mastro
d'ascia, fumando un sigaro pestilenziale, tanto che il suo lezzo arrivava fino
sull'aletta di dritta, stava armeggiando con una bottiglia a prua via del ponte
di comando, sulla murata di dritta e lanciandomi uno sguardo d'intesa, gridava: "
E' SEMPRE
Lanciò la bottiglia in mare,
contenente la lettera e un paio di sigarette e la salutò come fosse un uomo:
"Vai con Dios".
Vecchio, tutto aggrinzito dal
sole, nato a Trani circa 70 anni prima, navigava col passaporto.
Le sue mani erano d'oro; con
l'ascia faceva tutto, il suo cervello era pieno di sapienza e di saggezza e
sapeva placare i bollori di gioventù, insegnando comportamenti di vita sul mare
e con lui, in quel viaggio interminabile, ho diviso le angosce e le paure,
l'arte di pescare e un accostamento ancora più
fervido di fede verso il Signore.
I giorni trascorrevano con
monotonia, curiosando qua e là aumentavano le mie delusioni. La cartografia era
molto scarsa, le scialuppe un ammasso di ruggine, il timone perdeva olio,
Cosi era l'equipaggio, una
ciurma raccattata a Genova Piazza Banchi, luogo mercenario del lavoro sul mare,
dominato da trafficanti e mafiosi senza scrupoli, che d'accordo con gli
affaristi armatori reclutavano, previo
pagamento del pizzo, personale d'ogni estrazione sociale.
Ormai, molto lontani dalla costa, la barca camminava più del solito; spinta dai venti Alisei che nel periodo, Novembre - Dicembre soffiando da nordest, permettono anche ai solisti della vela di traversare l'Atlantico fino ai Caraibi.
Al levar del sole, ogni
mattina, colmavo gli spazi vuoti di tempo, conversando in plancia con
il Primo Uff. a volte dandogli una mano col
cronometro a segnare l'orario delle sue osservazioni con il
sestante e protrarsi poi, per ore, allo sviluppo del punto nave, mai
attendibile, vera dannazione per il Comandante quando la mattina con apparizioni
fugaci, dava una sbirciata sulla carta per controllare la situazione rimandando
il tutto a mezzogiorno di bordo, quando il sole passava al nostro meridiano.
Seguiva poi, il teatrino delle
ore 1000 con l'allievo di coperta, incaricato, come su tutte le navi di quei
tempi, di calcolare la retta di sole, per avere una conferma della velocità
stimata
La sera quando chiudevo l'ascolto sulla 500khz, scendevo giù a trovare Padri Antoni a scaricare le mie emozioni; certe sere sdraiati sui carabottini della terza stiva, contemplavamo l'universo, indicandomi Cassiopea, Orione, con Rigel, Bellatrix e Betalgeuse, stelle di prima grandezza sopra il manto turchese. Lo lasciavo fare dandogli molto interesse alle sue lezioni.
Così, andando avanti il tempo
ci donava un succedersi di giornate meravigliose e notti placide, rendendoci
conto della fortuna che ci consentiva una navigazione su un mare di un
azzurro intenso, liscio come uno specchio; quel genere di navigazione
pigra e comoda che poi in un futuro non troppo lontano, nell'altro oceano, lo
stesso elemento, si infuriava contro di noi fino all'inverosimile, pagando con
gli interessi, l'attuale serena traversata.
Assorto così nei miei
pensieri, nella Stazione Radio, lontano, sull'orizzonte, il confine fra mare e
cielo cominciava a confondersi, mentre il sole scompariva, tuffandosi
nell'acqua, sento una voce amica: l'Antana Radio (WOE) avamposto della costa
meridionale degli U.S.
Erano già trascorsi sei mesi
dall'ultimo SVC che gli avevo trasmesso: " T/c ACAMAR QTP FORT LAURENDALE
QRU CL".
Due giorni dopo con un aereo
della Eastern Lines raggiungevo New York per Roma, dopo circa tre anni di
imbarco sentivo fortemente la nostalgia di casa!
Adesso, l'African Princess,
fra pochi giorni approcciava in quelle acque che già conoscevo
Erano viaggi da crociera per
nababbi. I porti di carico, Maracaibo, Aruba, Curaçao,
fuori
Avevo preso la T/c ACAMAR nei
cantieri della Betlem Still di Baltimora; una petroliera T2, nuova di zecca, mai
entrata in servizio, costruita, come centinaia della sua classe, con la catena
di montaggio, come i Liberty, giaceva, fino allora, assieme ad altre, nella Baia
del Chesapeack, una baia immensa, la cui bocca d'entrata è delimitata a nord da
Capo Charles e a sud da Capo Henry nella quale si affacciano le tre grandi città
portuali della costa atlantica orientale; Baltimora Maryland; Philadelphia
Pensilvania; Norfolk Virginia. Completa questa vasta area di traffici marittimi
il fiume Delaware, che permette, attraverso un canale, al piccolo Cabotaggio, il
collegamento con il fiume Patomac nello Stato Washington DC.
La T2 era in pieno assetto,
come se dovesse partire da un momento all'altro, facente parte di un convoglio,
carica di petrolio per l'Inghilterra.
Con essa, dopo un breve
periodo di restailyng in cantiere, nel viaggio innaugurale, da Baltimora a
Maracaibo, ho ricevuto a Capo Hatteras il battesimo della tempesta..
Capo Hatteras; il mio incubo!
Fra il 34 e 35mo di
lat. nord. (North Carolina) Capo Hatteras, citato su tutti i libri di storia di
mare, madre di tutte le tempeste Atlantiche, nefando e luogo di sventure,
cimitero di navi, guardiano come un Minosse che ti traghetta dall'inferno al
paradiso.
Spartiacque della costa
orientale, e' un gran minestrone, qui si mescolano le correnti calde del golfo
con quelle fredde del nord, dando origine ad un repentino cambiamento del clima.
Al suo traverso, navigando
verso sud, e' subito estate. Cambia la flora, lasci alle spalle le ricche
foreste a latifoglie degli Appalachi e ti immergi in un ambiente botanico, pini
e cipressi
Immense
estensioni di natura botanica, le Everglades, regno delle orchidee insettivore e delle Palme (Cacos Plumosa).
Paradiso degli uccelli, richiamati dalle paludi e dalle selvaggie plaghe lungo le coste. A
divenire, sulle navi da crociera, Capo Hatteras, era il punto per il cambio
dell'uniforme, da quella invernale a quella estiva.
Era mezzogiorno di bordo.
Sbirciando, sulla carta, in sala nautica, il punto indicava che la traversata stava per
finire, fra un paio di giorni avremmo avvistato di babordo terra, la Gran
Bahamas, la porta del Caribe, giacchè si evitava di imboccare il Canale di
Provvidenza delimitato da quest'ultima con la piccola isola di Abaco.
La gente, a ritmo incalzante
chiedeva notizie; le lamentele non potevano mancare. Qualcuno desiderava
telefonare, altri aspettavano di sapere la destinazione per completare i loro
telegrammi.
La modesta stazione radio,
priva di onde corte, non offriva un completo servizio. Del resto, installata per
soddisfare le esigenze di un solo viaggio, secondo la mentalità americana,
Purtroppo, per quegli
equipaggi, provenienti dalla Marina Mercantile, alla vista delle coste europee
trovavano un mare crudele; gli U-Boat tedeschi, padroni del Nord Atlantico,
facevano il tiro al piccione! Quando era possibile i superstiti venivano
recuperati, a volte erano abbandonati al loro destino e morivano in atroce
agonie in mezzo alle vaste chiazze di nafta.
Al termine delle ostilità, le
navi di questa classe,ritenute non idonee ad essere impiegati ad
Cosi gli armatori italiani, a
discapito della sicurezza, hanno tolto centinaia di tonnellate di zavorra
consistente in pani di ghisa fissata sotto la chiglia, per aumentare il
trasporto del
Nell'aria serpeggiava un'area
inquietante. Focalizzando alcune situazioni verificatosi nei giorni precedenti,
cominciavo a comporre i pezzi mancanti del mosaico.
Fra reparto macchina e reparto
coperta non correva buon sangue. Il nostromo capeggiava un'associazione a
delinquere e la figura del Primo di Coperta non esisteva.
In questo clima arrogante ed
intimidatorio, il Comandante rimaneva solo e perdendo la volontà di imporsi,
trascorreva le sue giornate chiuso nella sua cabina.
Quella sera, nel riflesso
rosso perlaceo, la palla di fuoco si bagnava ad occidente, con l'alternarsi
delle ore di guardia, i miei pensieri vorticavano come un turbine, chiedendo a
me stesso quale posizione avrei dovuto assumere; rimanere neutrale o schierarmi
a favore del Comandante? Rimanevo in attesa degli eventi.
Nel frattempo, dopo la
silenziosa cena, a base di una brodaglia misteriosa e salvo qualche scambio di
battute un po' acide con il direttore di macchina, elemento presuntuoso, basco
di Bilbao, paesano del suo Primo Uff. predicava che la FIAT era
spagnola.............!
Avevo abbandonato di corsa i
commensali per essere presente alla lista di Roma Radio, IAR
Sperando che la fortuna
potesse sorridermi, incominciavo, sulla 500KHz, con lamenti da vero
Fino a quando, dopo circa un'ora, quando mi stavo rassegnando di ricevere il telegramma al lancio notturno, ricevo una risposta alquanto seccata: "what you need with your focky Cq?"
Era un americano della Miami
Fruit Company, una nave bananiera,
proveniente da El Salvador diretta a Savanah (Florida).
"Give me the best IAR frequency
at present time!" Mi replica sulla 468KHz.
"Shurely, at present time, 12MHz
is the best, move to 13005KCs I follow you listening".
Il telegramma era lungo come
un testamento; mentre lo ricevevo mi rendevo conto della difficoltà dell'amico
di ricevere in lingua italiana ed immaginavo che ad ogni interruzione seguiva un
sonoro "Focky yourself".
Quando mi richiamò sulla 468KHz,
chissà da quale sollievo era stato avvinto, alla mia conferma che il telegramma
era stato ricevuto!
Lo ringraziai augurandogli un
felice arrivo in porto.
Dirigete BEAUMONT,
imbarcherete metà carico, Scrap Iron, da completare San Pedro di Los Angeles,
destinazione Muroran Giappone. Seguiva, indirizzi delle Agenzie, istruzioni sul
bunkeraggio e sui consumi da inviare, prelievo di denaro etc....
"E dov'è Beaumont?" Mi
grugnisce il Comandante.
"Si trova sul border line tra
il Texas e la Lousiana, sulla terra ferma!!! Vicino Port Arthur".
"Beaumont è adagiata sul lago
di Groves e si raggiunge attraverso il fiume Sabine".
"Belan ! Ma lei è un
portolano!"
"Attenzione Master! Le rotte
sono obbligate, la parte occidentale del Golfo è strapiena di
"Di notte è una gran
luminaria, sembra Time Square la notte di Natale, a volte qualche Boa luminosa
non si riesce a vedere".
(Continua)
Rimorchiatore "A.H.
Portofino" - C.S. ISKR
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