Oltre che Radioamatore...
Bibliotecario

Anche se mi piace leggere di tutto fin da piccolo, non avrei mai pensato di prestare servizio come volontario anzi, diventare catalogatore e vice bibliotecario in una Biblioteca Comunale e condividerne la storia.
Tutto nasce nel 1995, quando il neo eletto Sindaco di Monghidoro (piccolo paesino di circa 4000 anime nell' Appennino Tosco-Emiliano) decise di rifondare una Biblioteca Comunale, servizio che a Monghidoro mancava dal 1946. Il problema era che soldi da investire in questa avventura non c'erano, quindi il rendere agibili i locali, rispolverare dalla scuola media superiore una piccola (1500 testi) donazione di libri al Comune e gestire questi 1500 testi fu affidato a volontari (in pratica un gruppo di amici di cui i miei genitori facevano parte).
All'inizio si prestavano i pochi libri a disposizione (che nel frattempo, grazie a ulteriori donazioni, erano diventati circa 3000) su schede cartacee fotocopiate. Ma poi si cominciò a pensare più in grande, la Provincia di Bologna (anzi l'Assessorato alla Cultura) comincio ad interessarsi a quel gruppo di amici che si divertivano a prestare libri. Le schede fotocopiate diventarono un programma per PC, un programma (all'inizio offline) che andava capito e con cui bisognava prendere famigliarità, per poi spiegarlo ai volontari. E qui entro in campo io che, in un modo o nell'altro di informatica già allora ne masticavo (avendo una mia ditta di vendita e assistenza PC e macchine per ufficio).
Nel frattempo la Biblioteca Comunale Monghidoro "Clemente Mezzini" si ampliava e l'interesse della Centro Interbibliotecario Bolognese era sempre più forte per quella piccola biblioteca di montagna, che non poteva più basarsi su un piccolo gruppo di amici volontari appassionati di libri, anche perche all'orizzonte lontano lontano si intravedeva il progetto di unire tutte le Biblioteche Comunali della Provincia di Bologna, in un network provinciale: non più tante piccole biblioteche con il proprio catalogo ma un catalogo condiviso fra tutte.
Nel gruppo di amici tutti aveva una occupazione lavorativa che prendeva la maggior parte del tempo, mia madre era una delle poche pensionate, una delle poche (in pratica l'unica) che aveva il tempo (la voglia non tanta ma il tempo si) di frequentare il corso di Bibliotecnonomia organizzato dalla Provincia di Bologna. Ma durante il corso gli allievi, ovviamente, dovevano interagire con i computer, onestamente all'epoca mia madre era molto più brava con i fornelli che con il mouse, e qui entro in scena nuovamente: l'impresa di farle prendere la manualità con mouse e tastiera, che aveva con mattarello e mestolo è stata dura ma ci sono riuscito. Parallelamente mia madre mi trasmetteva le basi della gestione di una biblioteca, della catalogazione e del front-end verso l' utenza. Nel frattempo la biblioteca cresceva, si acquistavano libri (e anche fare acquisti di libri è un lavoro non da poco), gli utenti soddisfatti del servizio ricevuto, donavano libri sempre più frequentemente e serviva una seconda persona che catalogasse. Le prime catalogazioni duravano un tempo enorme, ma poi...piano piano meno di 10 minuti a libro.
Nel frattempo il progetto dell'unico catalogo provinciale di Bologna andava avanti e serviva una persona che coniugasse una base bibliotecnomica e una conoscenza di telecomunicazioni per le prove e, nei tempi seguenti, affrontasse i problemi di interconnessione con la rete universitaria, motore del catalogo condiviso. E per la terza volta rientro in scena.
Nel frattempo, per motivi familiari e logistici, mi sono allontanato dal mondo del radiantismo, riversando sempre più le ore dei week-end in biblioteca.
A questo punto catalogavo, prestavo e consigliavo libri, la gente in biblioteca aumentava come aumentavano i libri e aumentavano i tempi di attesa per registrare un prestito, conseguentemente tempo perso dall'utenza. Curiosando nel programma di catalogazione on-line, mi sono reso conto che poteva stampare le etichette, da applicare sulle tessere utenti, con il codice a barre. Codici a barre....all'epoca solo le grandi biblioteche cittadine di Bologna e quella di Imola gestiva gli utenti con il codice a barre, ma perchè non provarci anche noi di Monghidoro ? Un lettore di codici barre comprato da una ditta di Padova e la più piccola biblioteca comunale della provincia di Bologna, cominciò (dopo un periodo di fattiva collaborazione del Centro Interbibliotecario Bolognese per la configurazioni della stampante laser) a sostituire le tessere scritte a mano con quelle con i codici a barre. Fu un successo, i tempi di prestito si ridussero sensibilmente, adesso la gente poteva stare in biblioteca quanto desiderava ma per loro libera scelta, non per fare la fila per farsi prestare i libri.
Ma il desiderio di ridurre ulteriormente i tempi di prestito era in agguato, quindi mi sono chiesto se era possibile applicare i codici a barre anche ai libri. Il programma di prestito stampava si un'etichetta per i libri ma anonima e senza il codice a barre, quindi un'etichetta con una sua personalità (ma che contenesse tutte le informazioni obbligatorie), che rispecchiasse la nostra biblioteca, univoca e con il codice a barre dell'inventario del libro era tutta da inventare. Dopo una lunga serie di prove riuscì a convertire un numero scritto in una casella di Excel in codice EAN13. Era fatta: fu aggiunto il logo del Comune di Monghidoro, le indicazioni obbligatorie per la catalogazione e le etichette da mettere sui libri (sia dentro sia fuori) erano fatte. Adesso bastava leggere il codice a barre della tessera utente, il codice a barre sul libro e il prestito era fatto, in pochi minuti l'utente aveva il suo libro senza perdite di tempo. E la biblioteca più piccola della Provincia di Bologna aveva ciò che solo le grandi biblioteche avevano.
Purtroppo in una biblioteca comunale, oltre le cose pratiche, occorre fare anche le faccende amministrative/burocratiche, una di queste era...la Carta dei Servizi che, come ogni ufficio comunale, anche la biblioteca doveva avere. Non sapendo da che parte cominciare, mi misi a leggere le Carte dei Servizi delle grosse biblioteche italiane, traendone spunti, capendo cosa volevano comunicare all'utenza, capendo gli obbiettivi a cui mirare nei 3 anni di validità di una Carta dei Servizi di biblioteca. Circa 6 mesi dopo la nostra bibliotecaria portò in Giunta Comunale la nostra Carta dei Servizi e, dopo l'approvazione, divenne operativa. E anche questa era fatta !
[E la storia continua...]
Copyright © 2011 Giancarlo Gnudi. Last Update 18 maggio 2012.