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Tempeste
solari e propagazione
Contrariamente a quanto ci si possa attendere, le
tempeste geomagnetiche possono favorire le
aperture di propagazione creando condizioni
favorevoli e talvolta eccezionali . Le
frequenze maggiormente interessate sono la
parte basso delle gamme HF fino alle onde
medie. Dall’analisi di vari casi emerge la
certezza che si tratta di qualcosa di
effettivamente collegato alle condizioni
perturbate dellla ionosfera a seguito di
intensi fenomeni geomagnetici .
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E’
possibile che la propagazione per E sporadico sia
collegata ai temporali? Recenti ricerche sembrano
supportare tale ipotesi.
Le comunicazioni sono possibili grazie a delle
irregolarità nel plasma ionosferico all‘altezza
della regione E , chiamate E sporadico. Si hanno
quindi collegamenti a singolo e talvolta anche a
doppio salto. Occasionalmente forti temporali si
verificano in prossimità del centro (punto di
riflessione) del percorso del radio collegamenti. L‘ipotesi e‘
quella che i temporali siano una possibile fonte
d‘innesco per l‘E sporadico, sopratutto per
quello piu’ intenso in grado di supportare la
propagazione per frequenze fino ai 144 Mhz. Questa
ipotesi tuttavia non e‘ del tutto accettata
dalla comunita‘ internazionale dei radioamatori
poiche‘ l‘effetto dei temporali sulla
formazione dell‘E sporadico non e‘ stata
ancora dimostrata con convinzione scientifica,
anche se recentemente e‘ stata pubblicata una
recensione sulla prestigiosa rivista scientifica „Nature“ dove si discute in merito alla connessione tra
temporali e ionosfera. La teoria più accreditata per spiegare l’E
sporadico e’ la teoria dei venti ionosferici
“Wind shear theory”.Misurazioni
effettuate per mezzo di ionosonde hanno rilevato
un’elevato contenuto di ioni
metallici all’interno delle cortine di Es:
Fe+ e Mg+ oltre che O2+ e NO+ gli ioni
principali e dominanti
presenti nella regione E. All’interno
della cortina di ioni sono presenti quantità
importanti di ioni metallici, residuo della
pioggia
meteorica.
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