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CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA PROPAGAZIONE  VHF   PROPAGAZIONE TROPOSFERICA

Troposfera e tempo metereologico

La troposfera e’ lo strato piu’ basso della troposfera terrestre, che alle nostre latitudini geografiche si estende circa fino a 11 km di altezza. Tutti i processi che determinano il nostro tempo meteorologico si svolgono nella troposfera, questa e’ limitata superiormente dalla tropopausa. Se le masse d’aria troposferiche sono ben mescolate, la temperatura e l’umidita’ relativa dell’aria decresce abbastanza regolarmente, con l’aumento dell’altezza. Questa situazione pero’ non e’ riscontrabile molto spesso in nessun luogo della terra. Una difformita’ interessante si manifesta per esempio in presenza di alta pressione metereologica, caratterizzata notoriamente da belle giornate con poco o nessun vento. In tale caso l’aria troposferica non e’ mescolata in modo uniforme, ma vi e’ aria piu’ calda, piu’ asciutta e percio’ piu’ leggera disposta sopra altra aria piu’ fresca, piu’ umida e percio’ piu’ pesante. Nella zona di contatto tra le due masse d’aria la temperatura e l’umidita’ variano piuttosto repentinamente. Questo passaggio e’ chiamato inversione di temperatura. Queste inversioni, offrono interessantissime possibilita’ di collegamenti dx sulle VHF. Le condizioni per i migliori collegamenti avvengono con situazione di tempo bello, caldo, anticiclonico. Vediamo di seguito i vari modi di propagazione nella troposfera.

Rifrazione di un’onda elettromagnetica

La teoria di Maxwell dice, che nel mezzo piu’ denso, la luce (la radiazione elettromagnetica, si comporta analogamente alla radiazione luminosa) rallenta la sua corsa e percio’ subisce una deviazione, ossia rifrazione, perche’ ogni fascio d’onde trasversali (di cui e’ costituita) varia la lunghezza d’onda per poter mantenere costante la frequenza per soddisfare la relazione fondamentale :

f = c / l

Il raggio di luce propagandosi nel mezzo piu’ denso rallenta, e la parte superiore di ogni onda frontale sorpassa la parte inferiore, con il risultato che il raggio si incurva verso il basso. L’ampiezza di questo "incurvamento" e’ direttamente proporzionale all’indice di rifrazione, che e’ strettamente legato alla densita’ ottica del mezzo. L’indice di rifrazione e’ funzione della costante dielettrica. La radiazione elettromagnetica, che si propaga attraverso la troposfera terrestre, quindi in un mezzo piu’ denso del vuoto, subisce una deviazione ( rifrazione) sulla superficie di separazione fra i due mezzi aventi costante dielettrica diversa, alla stessa maniera della luce che passando da un mezzo meno denso ad uno piu’ denso viene deviata. Interpretando la teoria elettromagnetica di Maxwell, il termine piu’ denso sta’ a significare , avente costante dielettrica maggiore.

Portata ottica

Il collegamento puo’ avvenire in qualsiasi momento poiche’ le antenne "si vedono". La distanza massima copribile e’ limitata dalla curvatura terrestre e dipende dall’altezza delle antenne dei due corrispondenti. La portata ottica puo’ essere calcolata con la seguente formula empirica, che tiene conto anche dell’indice di rifrazione dell’aria (d e’ espresso in Km e h e’ espresso in metri): Il limite di questi collegamenti e’ dato dall’orizzonte ottico, anche se la presenza della troposfera migliora la situazione teorica, poiche’ l’indice di rifrazione dell’aria e’ maggioredi(1,00033),e questo causa sempre una certa rifrazione che puo’ aumentare la portata ottica anche di un 20%.

Propagazione per rifrazione e diffrazione troposferca

Le onde possono seguire leggermente la curvatura terrestre estendendo il radio orizzonte. Le onde subiscono un incurvamento verso il basso, (rifrazione) causato dalla presenza di masse d’aria stratificate in regioni aventi costante dielettrica diversa. Le distanze copribili possono essere indicativamente attorno ai 100 – 150 km. La diffrazione e’ una propagazione non rettilinea dell’onda elettromagnetica incidente sul contorno degli oggetti. Se ci sono delle montagne in direzione della stazione corrispondente e nel caso di un alto angolo d’irradiazione che colpisce la montagna ci puo’ essere una diffrazione del segnale che, nonostante molti dB di attenuazione, puo’ consentire buoni collegamenti dx e che permette di svolgere un discreto traffico via tropo in vhf, anche a quelle stazioni che operano per esempio nelle valli alpine. Esistono poi fenomeni di superifrazione, come le inversioni di temperatura, che meritano un discorso a parte.

Propagazione per inversione di temperatura

La causa forse piu’ comune di rifrazione atmosferica e’ dovuta alla cosidetta inversione termica. Normalmente la temperatura nella bassa atmosfera (100 m. – 3000 m.) diminuisce regolarmente e in maniera costante con l’aumentare dell’altezza, se per motivi atmosferici in una certa zona, questa costante diminuzione non e’ rispettata, cioe’ la temperatura ricomincia ad aumentare, avviene il fenomeno dell’inversione di temperatura che da’ luogo ad un incurvamento delle onde superiore al normale. Le portate per riflessione ottenibili dipendono dall’altezza dell’inversione, che in casi eccezionali puo’ essere anche a 8 km. di altezza, e anche dall’angolo d’irradiazione dei segnali. Con un’altezza di irradiazione di 8 km. si ottiene dunque una portata di circa 800 km, pero’ in pratica le altezze sono minori, per cui e’ raro il caso di giungere oltre i 300 Km. Il dx per inversione e’ spesso riconoscibile da una lenta evanescenza con poca profondita’. I collegamenti su percorsi prevalentemente marittimi sono favoriti dal fatto che il mare si presenta come una superficie uniforme, mentre in terra, a parte gli ostacoli naturali, le stesse varie condizioni del terreno influenzano gli strati d’aria superiori.

Troposcatter

Questo tipo di propagazione troposferica e’ provocato da turbolenze al limite superiore della troposfera che generano in continuita’ delle inversioni in miniatura, la diffusione si deve alle rifrazioni multiple di agglomerati d’aria di diversa densita’, che fanno da rifrangente per i segnali, per dare meglio l’idea, la diffusione (scatter=irradiazione diffusa) e’ composta da simultanee rifrazioni da moltissimi piccoli oggetti. I collegamenti tropo-scatter sono possibili in qualsiasi momento anche se richiedono apparecchiature ed antenne efficaci, poiche’ l’attenuazione provocata da questi ripetuti "rimbalzi" e sparpagliamenti, e’ molto maggiore che non nella normale propagazione troposferica. La distanza dei collegamenti dipende molto dalle attrezzature, poiche’ il segnale in arrivo per diffusione e’ di norma debole, comunque con una stazione media sono possibili collegamenti di 500-800 e anche piu’ Km. I segnali per diffusione troposferica, sono caratterizzati da una forte evanescenza, causata dal continuo mutare delle condizioni delle microcelle di diffusione e dai percorsi casuali che possono fare i segnali riflessi giungendo fuori fase al ricevitore (distorsione).

Propagazione per Condotti (Duct) Troposferici

Nel caso di inversioni di temperatura con superficie molto estesa, che si formano soprattutto sopra i mari, possono avvenire rifrazioni multiple dei segnali ad opera dell’inversione, e riflessioni multiple ad opera della superficie terrestre ,quindi si ha una propagazione per salto doppio o multiplo. L’inversione di temperatura innesca una caduta del contenuto di umidita’ in quota (100- 1000m.) che determina la formazione del condotto. La variazione di indice di rifrazione è dovuta al diverso tenore di umidità nei vari strati dell'aria. Le onde radio sono bloccate come dentro una guida d’onda fra uno strato di inversione e la terra o fra due strati di inversione, seguendo perfettamente la curvatura terrestre, riuscendo a coprire distanze considerevoli In questo caso si ha una debole attenuazione del segnale , che spesso e’ ascoltabile solo alle estremita’ di questa "guida d’onda" e le condizioni sono buone su aree geografiche relativamente piccole. Il fenomeno di propagazione per "Ducting" troposferico, si verifica spesso, principalmente nei mesi caldi, tra il Veneto e la Puglia, i condotti si formano sopra il mare Adriatico e consentono collegamenti su percorsi di 700 – 800 Km., in casi eccezionali il condotto puo’ estendersi fino alla Grecia. Personalmente ho realizzato parecchi collegamenti tra il mio qth (Thiene –Vi , wwl: jn55rq) e la Puglia, con segnali fortissimi, lo stesso fenomeno avviene anche per i 50 Mhz. La scorsa estate ho ascoltato alla stessa ora del pomeriggio, via ducting, due stazioni in zona 7, dal Gargano, che trasmettevano rispettivamente una in 144 mhz e l’altra sui 50 mhz, a dimostrazione che se la guida d’onda e’ presente per i 2 metri, puo’ essere accessibile anche per i 6 metri. Come gia’ detto, in alcune zone della terra , soprattutto sopra i mari, le inversioni termiche sono presenti quasi con continuita’, e ad altezze molto modeste, infatti la zona piu’ comune per la formazione dei condotti troposferici si estende da 100 m fino a 1000 m di altitudine, difficilmente si verificano a quote superiori, presumibilmente poiche salendo in quota la densita’ dell’aria diminuisce progressivamente, riducendo sempre di piu’ la probabilita’ che si formi il condotto troposferico. Le condizioni meteo necessarie perche’ si formino questi condotti sono: Alta pressione barometrica (su un’area piuttosto vasta), buona insolazione e assenza di vento. Per mezzo del duca si possono superare lunghissime distanze, 1000 Km non sono una rarità’, i 2000 Km. sono stati superati ripetutamente e sono stati effettuati collegamenti record via ducting, tra le coste della California e le isole Hawaii , in pieno Oceano Pacifico, con uno skip di 4000 Km. Una caratteristica della propagazione per ducting troposferico e’ che i due corrispondenti devono trovarsi dentro o nelle vicinanze del condotto. Nel caso in cui le antenne si trovino in posizione elevata, e il condotto si formi solamente a pochi metri dal suolo, il segnale non riesce ad entrare nel condotto stesso. I condotti si possono formare solamente su superfici piatte o a bassa curvatura (e quindi altitudine)

Propagazione per mezzo di celle convettive

Si tratta di un’ipotesi di propagazione confermata da studi del comitato di studi per la propagazione dell’associazione radioamatori Britannici ,RSGB, e descritta in un mio precedente articolo. Si tratta di un modo di propagazione simile all’ordinaria propagazione troposferica, ma che trae vantaggi sostanziali da piccole variazioni locali nell’atmosfera, come la formazione di celle convettive, che producono una serie di rifrazioni lungo il percorso del collegamento. I collegamenti tra il mio qth e le stazioni a nord delle Alpi, e’ da attribuirsi a mio avviso a questo tipo di propagazione, la morfologia del terreno (montagne elevate e valli profonde) agevola la formazione delle celle convettive, responsabili di quelle turbolenze e variazioni nella densita’ a umidita’ dell’aria che come gia’ detto producono una curvatura del radio segnale.

Limite della troposfera

La distanza dei collegamenti dx, in VHF viene influenzata dall’altezza della troposfera, o meglio dall’altezza di quella parte della troposfera dove la densita’ dell’aria e di conseguenza di quelle variazioni di cui ho gia’ precedentemente parlato, e’ ancora sufficiente per consentire una rifrazione dell’onda elettromagnetica. Fino a 300 metri dal suolo, la densita’ dell’aria e’ uniforme, per ridursi a 2/3 ad un’altezza di 4000 metri e di 1/3 a 9000 metri dal suolo. La troposfera contiene il 90% dell’atmosfera terrestre e il 99% del vapore acqueo; e’ formata per il 21% di ossigeno molecolare (O2), per il 78% di azoto molecolare (N2) e sono presenti in quantita’ del tutto trascurabile (1-2%) anche altri gas. La zona dove e’ piu’ probabile trovare le condizioni per un’efficace rifrazione, per quanto detto sopra, si trova negli strati piu’ bassi della troposfera. Fino a 300 metri di altezza, troviamo particelle di polvere, foschia , umidita’ e variazioni di temperatura , man mano che si sale l’atmosfera diventa via via piu’ pura e meno densa, riducendo progressivamente le capacita’ di rifrazione. E’ questo il motivo per cui gli strati di inversione (Condotti troposferici) sono presenti fino ad altezze indicative che arrivano ai 1000 m. Per consentire il collegamento, la rifrazione deve avvenire in un’area definita della troposfera , denominata "volume comune". Nella Tropopausa, la temperatura e’ costante (-60 gradi C°), la densita’ dell’aria e’ molto bassa e quindi non sono possibili variazioni dell’indice di rifrazione di nessun genere. In linea di principio, la temperatura della terra diminuisce di circa 6 gradi centigradi ogni 1000 metri di altitudine, questo a causa della progressiva riduzione della densita’ dell’aria.

Altezza della troposfera

Una ragione delle migliori condizioni estive per il dx sulle Vhf potrebbe essere la maggior rifrazione per il radio orizzonte piu’ grande, dovuto alla maggiore umidita’ dell’aria piu’ calda e al maggiore gradiente di temperatura. L’altezza della troposfera varia a seconda delle stagioni e della latitudine. Questo influenza le possibilita’ dei nostri collegamenti a lunga distanza. La tropopausa e’ il limite superiore della troposfera, che contiene le celle di diffusione in grado di diffondere (Scatter) i nostri radio segnali. Il limite della tropopausa e’ quindi il punto piu’ alto dove possiamo trovare queste celle . Uno dei motivi delle migliori condizioni di propagazione dei mesi estivi, potrebbe essere dovuto alla maggiore altezza della tropopausa in estate. A proposito dell’aumento del radio orizzonte, e’ stato calcolato che per effetto del riscaldamento dell’aria e del contenuto di vapore acqueo, il raggio reale della terra di 6375 Km, possa assumere un valore virtuale due volte e mezzo maggiore, come se fosse 16000 Km. Questo significa che l’attenuazione su un percorso puo’ ridursi di ben 60 dB (incremento di 1000 volte della tensione in arrivo), rendendo un collegamento a oltre 300 Km di distanza, da impossibile ad abbastanza buono.

Volume comune

E’ quella zona nella troposfera dove puo’ avvenire la rifrazione del segnale , e’ un’area ampia e indefinita , e che dipende tra le altre cose dagli agli angoli di irradiazione delle antenne , e’ legata alle continue variazioni e turbolenze dell’atmosfera comunque per quanto gia’ detto si puo’ trovare ad altezze in genere fino a 3 – 4 Km. In quest’area i fasci d’onda dei corrispondenti si incrociano per cosi dire in un volume "comune" della troposfera, il posizionamento in altezza di questa zona , influenza la distanza del collegamento. Quest’area ha come limite superiore la tropopausa, sopra di essa, non essendoci variazioni di alcun genere non puo’ esserci rifrazione.

Evanescenza

A causa della diffusione del segnale dovuta a tantissime riflessioni simultanee che possono arrivare fuori fase al ricevitore, ci puo’ essere una piu’ o meno forte distorsione del segnale, per avere una buona ricezione e’ necessario che tutti i piccoli segnali risultanti dalle micro rifrazioni arrivino in fase al ricevitore. Il fading lento dei segnali tropo e’ da attribuire soprattutto ai cambiamenti nelle condizioni di rifrazione nell’atmosfera, mentre il fading rapido e’ causato dai movimenti delle irregolarita’ su piccola scala che sono responsabili del processo di "scatter".

La diffrazione atmosferica

Da questo fenomeno dipendono i collegamenti fino ad una certa distanza; distanza che è anche funzione della potenza irradiata, del guadagno dell'antenna ricevente e della cifra di rumore del ricevitore. Secondo le teorie di Schelling, Burrows e Ferrel il coefficiente per il quale si deve moltiplicare il raggio reale della Terra, per ottenere il raggio equivalente al percorso curvilineo delle onde radio rifratte, è una funzione del gradiente dell'indice di rifrazione; però occorre tenere conto degli scostamenti non lievi dovuti alle condizioni geografiche, climatiche, giornaliere e locali, prodotte dalla natura del suolo. Anche in condizioni normali, tale coefficiente subisce notevoli aumenti, se si passa da una zona fredda della Terra ad una molto calda, ovvero se si prende in considerazione una zona continentale come la Siberia, dove si hanno i valori minimi, o la fascia equatoriale del Pacifico, dove si hanno i valori normali più alti che altrove. Chiamiamo "N" l'indice di rifrazione. Poiché ad "N" fa riferimento l'intenstà del campo ricevuto, con un gradiente di 0,15 dB per ogni incremento unitario di N, abbiamo nel Pacifico equatoriale, campi normali che sovrastano di 25 dB quelli delle terre fredde. In un caso che ci interessa più da vicino, osserviamo che nel Mediterraneo, le intensità di campo normale possono essere 15 dB maggiori di quanto rilevato sulMare del Nord; fra l'altro, siccome i calcoli teorici si basano sui valoridedotti da vecchie esperienze condotte sul Mare del Nord, mentre i valori calcolati nel Mediterraneo al di sotto del 44° parallelo sono piu' recenti, si puo' affermare, che nei collegamenti attraverso di esso, si possono avere normalmente campi più intensi ovvero portate maggiori del previsto. Osservazioni del genere vennero fatte nell'anno 1974 da G3LTP sulla costa sud della Gran Bretagna, che risente l'influsso della corrente del Golfo: anche in questo caso si trovarono indici di rifrazione normali più alti di quelli finora assunti dai vecchi studi. Il gradiente dell'indice di rifrazione ha variazioni giornaliere e stagionali: esso sarà ovviamente più elevato nei mesi estivi ed a basse latitudini; sui mari caldi al meriggio, ed in condizioni barometriche maggiori di quelle normali. Una favorevole situazione di propagazione possono essere i condotti che si formano in quota (100 – 1000 metri) ,dovuti al rapido cambiamento dell'indice di rifrazione, per inversione termica. Il fenomeno che produce un forte aumento del livello dei segnali, ovvero aumenta e di non poco la portata del collegamento, è quello dovuto alla "inversione della temperatura: ad una certa quota, per una fascia più o meno ampia, la temperatura non diminuisce più in maniera progressiva, ma può anzi presentare un'inversione di tendenza. In conseguenza di ciò, si ha una brusca variazione del contenuto di vapore d'acqua; anche l'indice di rifrazione varia sensibilmente e quindi i treni d'onde, subendo una differente curvatura, sono di norma costretti a ricadere a distanze maggiori di quelle normali. Una inversione di temperatura che dà luogo ad ottime condizioni di propagazione, deve presentare almeno 2,8° C di risalita in 300 metri di quota, ma è un caso non molto frequente; chi gioca spesso un ruolo primario è invece il contenuto di vapore che risente anche di inversioni molto più modeste: è sufficiente la diminuzione di mezzo grammo di vapore per chilogrammo d'aria, per causare un salto apprezzabile. Un caso d'inversione normale è quello si che verifica all'alba: l'aria in alto si riscalda ai raggi del sole, prima di quella in contatto con la terra fredda, donde la anormale variazione dell'indice "N". Nel nostro Paese, peninsulare, gioca un ruolo importante la convezione che ha luogo in prossimità delle coste, come presso i grandi laghi: dopo il tramonto la terra si raffredda più rapidamente delle masse d'acqua e quindi "N" subisce una variazione giornaliera, anche in condizioni atmosferiche normali; qualcosa del genere ha luogo anche in primavera ed autunno, quando alle notti fresche succedono i giorni caldi. Un caso interessante e permanente è quello studiato da I8REK, che si riferisce ai collegamenti eccezionalmente buoni che si verificano quando i treni d'onde passano al di sopra dei più grandi crateri attivi dell'Etna: l'inversione di tendenza della temperatura, quando l'atmosfera è tranquilla, in questo caso, è anche fin troppo evidente. Questi fenomeni, che possiamo definire normali, si verificano generalmente alle quote relativamente basse, ovvero sono ristrette a limitate aree; di conseguenza per rispettare le leggi della geometria terrestre, abbiamo, è vero, un aumento della portata, ma raramente al di là dei 250 km, per trasmettitori di debole potenza; ad ogni modo, osserverete che le distanze, grazie a questi fenomeni, sono ora triplicate. Le incidenze maggiori di questi fenomeni, che possiamo definire locali, si hanno particolarmente e con grande regolarità nei mesi caldi. Quando invece le inversioni di temperatura sono dovute a fenomeni meteorologici, e si verificano ad alte quote, allora si hanno buone condizioni di propagazione a distanze di parecchie centinaia di chilometri, con collegamenti possibili oltre la distanza di 1500 km. Tali situazioni si verificano specialmente quando masse d'aria calda di origine africana passano sopra ad una zona dove ristagna aria più fredda; in tal caso l'area interessata è molto vasta, le inversioni sono presenti in molte zone, sicché i treni d'onda favoriti dai maggiori indici di rifrazione che incontrano, possono raggiungere distanze grandi con piccola attenuazione: tale tipo di inversione permette i DX anche con deboli potenze. Quando lo strato nel quale è presente l'inversione della temperatura è continuo, circondato sopra e sotto da aria con gradiente di rifrazione normale, si produce un "condotto" che, al pari di una gigantesca guida d'onda, porta i segnali molto lontano. Sebbene gli OM abbiano particolarmente sfruttato i condotti nelle gamme 2 metri e 70 cm, apprendiamo dalla osservazione radar, che anche le frequenze fino a 10 GHz, possono avvalersi dei condotti, per coprire grandi distanze. Nel luglio 1973, per 4 giorni consecutivi si sono avuti QSO tra la California e le Hawaii alla distanza di oltre 4000 chilometri impiegando stazioni anche di debole potenza e mobili, in SSB, F.M., telegrafia. La F.M. è stata particolarmente favorita, perché il condotto interessava anche un ripetitore 2 metri F.M. da 30W, installato sul Mauna Haloa (Hawaii) alla quota di 2500 metri. Il condotto è stato attribuito ad una successione di uragani tropicali che dal 26 luglio al 1° agosto si sono spostati dal Messico al centro del Pacifico. Nell'area del Mediterraneo, seppure in scala più ridotta, si possono verificare analoghe condizioni, specie nella primavera, autunno e mesi estivi. Circa le inversioni di temperatura invernali, abbastanza frequente è il caso della temperatura che gradualmente diviene più tiepida, dopo giornate di freddo asciutto; a queste condizioni atmosferiche, corrisponde la "nebbia in Val Padana"; per gli OM attenti alle variazioni meteorologiche, quel periodo significa ottima propagazione a lunga distanza. Un altro indizio delle possibili inversioni di temperatura è dato dalle nubi: con tempo bello persistente da alcuni giorni (area di alta pressione) compaiono nuvole che dividono il cielo in due zone distinte; nuvole sparse nella zona inferiore, zona superiore limpida. L'inversione di temperature può aver luogo nell'aria limpida, scaldata dal sole, mentre sotto le nubi l'irradiazione ha un'influenza minore; tale condizione dà possibilità favorevoli per i collegamenti a distanza abbastanza grande se l'area nuvolosa è estesa, e comeaccade nelle stagioni di transizione, l'aria compresa fra la terra e le nuvole non è troppo calda. I venti e le condizioni di maltempo persistente caratterizzano invece cattive condizioni di propagazione a lunga distanza.La transizione fra buono e cattivo tempo, può essere portatrice di buoni collegamenti, anche a lunga distanza. Un caso tipico è quello di un fronte freddo che si muove lentamente, per incontrare masse di aria calda ed umida provenienti da sud-ovest: l'Italia può trovarsi per uno o più giorni nell'area di transizione ed allora i segnali guidati fra le due zone con indici di rifrazione molto differenti, possono arrivare anche a 2000 chilometri di distanza. Situazione tipica di condotto dovuto all'arrivo di un fronte freddo su massa di aria calda. Interessanti, in particolar modo, sono i lenti movimenti delle aree di alta pressione, seguite da un fronte freddo. Le maggiori probabilità di formazione della guida d'onda si hanno, in questo caso, nelle zone in cui il fronte sta per entrare in contatto con masse d'aria quasi immobili, calde, a contenuto di umidità pressoché costante: come regola empirica si tenga presente che, quando il fronte freddo avanza, la maggiori probabiltà si hanno dopo il passaggio del fronte sulla località dove si trova la stazione. Quando il fronte caldo avanza, le maggiori probabilità si hanno invece davanti al fronte ossia nella zona di transizione. In entrambi i casi le onde seguono le linee ortogonali al movimento dei fronti. Invero, il fatto che onde e.m. seguono di preferenza le linee isobariche è noto da quasi parecchi anni, in seguito ad uno studio sistematico di W2BAV che enunciò la sua teoria, su basi statistiche, nel 1949.

Considerazioni

La troposfera come abbiamo detto non e’ uniforme, anzi e’ uno strato in continua evoluzione dove entrano in gioco fenomeni metereologici, di insolazione, cicli stagionali, morfologia del terreno, ecc.Pertanto a parte la difficolta’ nel fare delle previsioni attendibili, diventa a volte difficile distinguere nettamente un tipo di propagazione dall’altro, che in certi casi possono avvenire contemporaneamente, permettendo certi collegamenti.(Inversioni e condotti, producono fenomeni propagativi mai ben distinti fra di loro).


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