| La mia Storia | La mia famiglia | I miei Nominativi |
Se desideri conoscermi meglio,
puoi leggerti questo “romanzo”, altrimenti puoi proseguire verso le
informazioni che possono interessarti di piu’.
Mio padre Giuseppe, quando era quindicenne, cammino’ per 20 Km per andare a vedere e ad ascoltare una delle prime radio. Quando io nacqui, aveva un negozio con laboratorio dove vendeva e riparava le “Radio”.
Mio padre e’ stato il primo radioamatore della famiglia, con il nominativo
I1SWX, rilasciato al tempo delle licenze provvisorie, al termine della seconda
guerra mondiale. Era conosciuto come “Beppone”. Era famoso per
l’avvolgimento dei trasformatori di alimentazione, di alta tensione e di
modulazione per i trasmettitori a valvole autocostruiti. Lo stesso era per i
trasformatori delle “normali” radio che si ”bruciavano”, costava meno
riavvolgerli che comprarli nuovi. Possiamo dire che “ho la radio nel
sangue”; qualche “maligno” dice che mia madre mi allattava con le valvole,
tipo la 813, e non con il biberon [vedi foto]....hi.

Anni 50: mio padre Giuseppe Moda, I1SWX
L’hobby di mio padre e’ certamente stato lo stimolo principale per farmi
divenire radioamatore ed e’ stato anche quello che ha influenzato la mia
carriera, l’elettronica .... mio padre mi voleva “ragioniere”.
All’eta’ di 10-11 anni, quando frequentavo ancora la scuola elementare,
costruii la mia prima radio. Era un
ricevitore a reazione a due valvole. Il circuito lo avevo preso da una rivista
del tempo (anni 50), non mi ricordo piu’ se era “Sistema a” o “Sistema
Pratico”. Impiegava due valvole miniatura [vedi foto]
con filamento a 1.5V ed anodica di +90V. Il tutto fu “impacchettato” in una
scatola di legno. Alimentazione a batteria, una torcia da 1.5V per i filamenti,
all’interno della scatola, ed un pacco da 90V, all’esterno. Ebbene, non feci
alcuna fumata, ma la radio non funziono’ !!! Vistomi disperato, mio padre mi
compro’ un kit “galena” da assemblare. C’era tutto, anche due bobine
(Onde Medie e Onde Corte), fuorche’ il cristallo di galena (PbS)
[vedi foto] ... era troppo costoso. Un ingegnere
che lavorava in una delle miniere vicine, da dove si ricavava la pirite (FeS2) [vedi foto],
mi regalo’ un piccolo cristallo di pirite bianca (marcasite FeS2) [vedi foto].
Questa radio funziono’...diciamo. Ero in grado di ricevere la stazione di mio
padre molto forte (ero a qualche metro) e la stazione ad onde medie di Firenze,
abbastanza “copiabile”, in particolare durante la notte. Mio padre operava
sulla gamma dei 40 metri, in linea con la licenza, utilizzava un trasmettitore
autocostruito, un ricevitore “casalingo” italiano, IMCA Pangamma, aveva il
cambio bande a tamburo, un cilindro con all’interno tutti i circuiti risonanti
per gli stadi a RF e oscillatore, ed un’antenna filare Zeppelin [vedi foto].
Stavo spesso assieme a mio padre ad ascoltare i suoi QSO. Avevo anche imparato a
fare gli accordi. In particolare quelli per assicurarsi che l’antenna fosse
bene adattata (alimentazione in parallelo ad alta impedenza), mio padre
utilizzava una matita (lapis), come “rivelatore a rf”, regolando i controlli
di accordo in modo da ottenere una scarica elettrica alla maggiore distanza
possibile tra la matita e la bobina di alimentazione. La matita era tenuta in
mano !!! Piu’ o meno come si fa con gli accordatori automatici dei nostri
recenti apparati...hi.

Anni 60: Il sottoscritto
Avevo imparato tutto: come si effettuava la chiamata, come si rispondeva ad
una chiamata, i rapporti verso i corrispondenti (ad orecchio), le informazioni
sull’operatore, sulla stazione, sul WX, sulla localita’ dalla quale si
operava. Quando mi trovavo in strada o giocavo da solo, mi esercitavo nella
chiamata radio ... Ci Qu, Ci Qu chiama I Uno Esse Vu doppia Ichs, Italia Uno
Santiago Washington Xantippe ... Mi sentivo “maturo e pronto”. Un giorno,
nel periodo primavera-estate del 1952, mentre mio padre era fuori paese per
riparare alcune radio, mi feci coraggio e provai .... Gli accordi, una
meraviglia; la fiamma tra la matita e la bobina funzionava anche con me! Non
rimasi “fulminato”. Lanciai il mio primo QSO... la voce un po’ tremolante
e poi sempre piu’ sicura. Mi rispose una stazione della Puglia, non mi ricordo
piu’ il nominativo, ma il nome dell’operatore e’ ancora presente nella mia
memoria: Vito Aprile (+) in Tricase, provincia di Lecce. Non vi posso descrivere
la soddisfazione che provai ... ero super-eccitato ... feci altri due o tre di
QSO prima che mio padre rientrasse a casa. Ricevetti, dopo un po’ di tempo, la
QSL di Vito intestata a me. La mia prima QSL!. Aveva il fondo bianco, il
nominativo rosso e lo stivale dell’Italia in verde, con il punto su dove si
trovata Tricase.
Ogni volta che si presentava l’occasione di un’assenza di mio padre ero
alla radio ... non mi importava niente altro, nemmeno la scuola ... hi.
Partecipavo anche alle riunioni dei radioamatori [vedi
foto].
Una mattina mio padre ando’ a caccia ed il rientro sarebbe stato intorno a
mezzogiorno. Io ero a casa, piu’ o meno “malato”...Quale migliore
occasione per gettarsi nei QSO... Durante uno dei QSO, uno dei partecipanti mi
disse “...dalla voce sembri molto giovane”. Un altro partecipante al QSO,
I1TEI, riprese “Non capisco come tuo padre, l’amico Beppone, ti affidi la
baracca”. La mia risposta non fu “intelligente abbastanza”, risposi
stupidamente “Cosa volete non sono tanto pratico, mi scuserete dei controlli
che passo; mio padre e’ a caccia con un amico e credo che porteranno ben poco
a meno che non tirino a qualche gallina!”. Un ricordo ancora ben presente
nella mia memoria. Mio padre non si accorse di niente sin quando, una mattina,
il postino gli consegno’ una raccomandata, veniva da Roma. Era una lettera
proveniente dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni che conteneva il
verbale del Centro di Ascolto Radio (a quei tempi funzionava!) [Vedi documento].
Riportava parte del QSO, con in particolare le frasi “incriminanti”. Non era
solo una missiva informatrice della mia in frazione, c’era allegata anche una
contravvenzione. Mio padre dovette sborsare 6.000 lire!!! Un sacco di soldi per
quei tempi. Vi potete immaginare la sua reazione....non solo QRM acustico...hi!
Mi fu vietato di operare. Per un po’ di tempo feci il bravo ragazzo...poi,
ripresi. Mi ero fatto piu’ “intelligente”, avevo una risposta pronta, in
caso di domande: “...mio padre e’ stato chiamato in negozio e quindi ho
ripreso io”. Inoltre, aumentai la mia eta’....di un paio di anni, da 13 a 15
! La differenza non era molta ...hi.
La pacchia radio fini’ quando le licenze provvisorie furono ritirate. Chi
voleva continuare doveva dare gli esami di radiotecnica e di telegrafia. I
radioamatori italiani furono “decimati”. A quel tempo stava nascendo la
televisione in Italia. Mio padre fu preso dal lavoro per la vendita dei
televisori, l’installazione delle antenne TV e la sua voglia di radiantismo si
affievoli’ e la stazione spari’. La mia voglia di fare il radioamatore
pero’ non mori’. Mi iscrissi all’ARI, dopo qualche anno, e poi, durante i
miei studi in elettronica a Roma, cominciai a frequentare la locale sezione ARI.
Conobbi un radioamatore che abitava vicino a me. Vincenzo Mundola, I1MV.
Cominciai a frequentarlo. Conobbi altri OM e quindi la “vita” cambio’.
Divenni stazione di ascolto, SWL I1-10089. In realta’ ero I1-11089; ci fu un
errore di battitura del nominativo, l’11 era divenuto 10. Non feci in tempo a
ricevere il nominativo che gia’ la tipografia locale stampava le mie QSL...un
sacco di soldi. Quando la correzione del nominativo arrivo’, inattesa, le
cartoline erano tutte stampate, 2000 pezzi! [vedi
foto]. Feci subito reclamo ed il
detentore della I1-10089 rilascio’ il nominativo (grazie) e, cosi’, fu
ri-assegnato a me . I1MV divenne il mio insegnante di telegrafia. Nel 1963 mi
decisi per gli esami...e fui promosso! Alla ricezione della patente di radio
operatore di stazione di radioamatore, presentai la mia domanda. A quei tempi
bisognava descrivere le apparecchiature e fornire la planimetria
dell’installazione. Riguardo al nominativo avrei potuto richiederne uno a due
lettere, ma il mio nominativo di battesimo era stato I1SWX, come potevo andare
per un altro? Senza dimenticare che questo era il “nominativo di famiglia”.
La mia richiesta fu accettata, finalmente e dopo circa dieci anni, la voce del
secondo (non autorizzato) operatore dell’antica stazione I1SWX era di nuovo in
aria, senza troppi limiti!!! [Vedi documento].
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73s
de I7SWX
Giancarlo Moda