Luigi Falcone. I1FLC
La realizzazione di questo utile strumento è molto
semplice e non vale certo la pena di comprarlo. Lo schema è tratto da un vecchio
"Handbook" e riportato in figura 1. La semplicità
del circuito non merita molte parole di commento.
E' un oscillatore "Colpitts" con bobine intercambiabili.
Le oscillazioni vengono rivelate dal diodo D1 ed amplificate
dal transistor Q2 sul cui circuito di collettore è inserito lo strumento di controllo
del "Dip". Commutando il selettore S2, lo strumento lavora come misuratore di campo. Il
potenziometro R2 regola il guadagno del Mosfet, mentre
R7 controlla la sensibilità dello strumento.
La realizzazione pratica non presenta
alcuna difficoltà, basta attenersi alle regole di assemblaggio
di qualsiasi oscillatore con collegamenti corti e buoni ritorni di massa. Il circuito
stampato, Iato rame e Iato componenti, è riportato
in scala 1:1 in figura 2.
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Fig. 2 – Circuito stampato |
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Il circuito è alloggiato in una scatola 16x10x6 mm, la
basetta è montata verticale in modo da avere collegamenti corti con il
condensatore variabile e con la bobina. Per una lettura più accurata è bene fare uso di una demoltiplica
per il comando di C4. Per la taratura è necessario un RX a copertura continua o un frequenzimetro
collegato alla presa J2.
Per coprire la gamma 3-30 MHz,
ho fatto uso di sette bobine, onde avere una gamma più espansa, facilitando quindi
la lettura della frequenza del "Dip".

Le bobine sono avvolte su supporto di teflon ed ancorate I a due spinotti "femmina",
mentre il "maschio" è montato su un Iato della scatola.
L'innesto è rigido ed offre un ottimo contatto elettrico.
L'alimentazione è fornita da una batteria 9 V alloggiata all'interno della
scatola.
Come è noto, il "Dip"
si genera quando la frequenza di risonanza del circuito oscillante in prova è
uguale a quella generata dal! strumento. In queste condizioni il
circuito i prova assorbe energia dall'oscillatore generando
una caduta di tensione sul "source" di Q1. La caduta
di tensione si riflette sulla base del transistor Q2 e, di conseguenza,
sullo strumento.
Il massimo assorbimento di energia da parte del
circuito in prova lo si ottiene quando le due bobine sono sullo stesso asse, però
per un'accurata lettura del “Dip", occorre allontanare
la bobina in prova fino a quando è possibile rilevare il "Dip".
Con un frequenzimetro collegato alla presa J2, la taratura di una trappola
diventa molto accurata.
Oltre che determinare la F o di un circuito risonante, lo strumento può essere
usato per determinare il valore dell'induttanza di una bobina collegando in parallelo ad essa un condensatore
di capacità nota (o viceversa), quindi:
ove L [μH]; F [MHz]:
C [pF]
oppure, viceversa, si può determinare la capacità
di un condensatore mettendolo in parallelo con una induttanza nota, quindi:
Buon lavoro!
N.D.R. Non trovando più in commercio il mosfet 40673
è stato sostituito con il
BF961.
