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RADIOCOMUNICAZIONI EMERGENZA
Sezione di TRIESTE |
1970/2000
trent'anni di protezione civile
della sezione di Trieste

Gli operatori dell'ARI Radiocomunicazioni
Emergenza
della sezione di Trieste
ricevuti da Sua Eccellenza il Commissario del Governo
nella regione Friuli Venezia Giulia
e Prefetto di Trieste dott. Michele De Feis
in occasione dei trent'anni di attività nella protezione civile
3 marzo 1970 - 3 marzo 2000
Risale all'alluvione del Polesine del 1951 l'inizio dell'attività
organizzata dai radioamatori in quella che anni dopo prenderà il nome di Protezione Civile. Dapprima con gli ingombranti apparati per onde
corte, ora con i palmari bibanda VHF e UHF che grazie ai ponti ripetitori dell'ARI
garantiscono ragguardevoli coperture radio pur mantenendo le stesse dimensioni di un
telefono cellulare. Ma a differenza di quest'ultimo le comunicazioni dei radioamatori sono
possibili anche in tutte quelle situazioni che causano il blocco dei servizi di
telecomunicazione tradizionali, cioè terremoti ed esondazioni. Il diffusissimo
"telefonino", dopo una breve tratta via radio entra sempre su una rete
telefonica tradizionale via cavo, soggetta quindi ai guasti delle linee che il maltempo o
un fenomeno disastroso come un'esondazione possono fare. Viceversa una rete radio
radioamatoriale, oltre a contare su ponti radio ripetitori posti in posizione elevata con
alimentazione di emergenza a batteria, può disporre della capillarità dei radioamatori,
che sparsi sul territorio possono comunque collegarsi tra loro riuscendo a garantire
l'inoltro dei messaggi verso le Prefetture che coordinano i soccorsi. A Trieste l'ARI
costituì il 3 marzo del 1970 il C.E.R. Corpo Emergenza Radioamatori della sezione, oggi
Radiocomunicazioni Emergenza. Già da alcuni anni vi erano state delle sperimentazioni
mirate al soccorso, in particolare speleologico. Pioniere di quell'attività fu
Enrico Davanzo I1DVO, scomparso sul Monte Canin nel 1970
travolto da una slavina insieme ad altri due amici. Oggi tutte le prefetture italiane
dispongono di una sala radio ARI dalla quale sono collegabili il Ministero dell'Interno ed
il Dipartimento della Protezione Civile di Roma, impiegando apparecchiature in onde corte
(HF). Tramite le frequenze in VHF e UHF si effettuano invece i collegamenti locali, in
particolare per il Friuli Venezia Giulia i collegamenti tra le quattro prefetture
regionali (Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia), i COM (Centri Operativi Misti presso i
principali comuni) ed eventualmente la SOR (Sala Operativa Regionale) di Palmanova (UD)
della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, al momento non attiva. Questi
collegamenti sono effettuati anche utilizzando i 12 ponti radio
ripetitori ARI regionali. La prefettura di Trieste è stata la prima a disporre di un
collegamento packet UHF a 38.400 bps con il nodo Itanet di Trieste
(IR3TS), da cui viene collegata tutta la rete Itanet nazionale usando la tratta a
1.228.000 bps tra Trieste, Aviano (PN) e Padova. In parole povere è possibile un
collegamento diretto ed immediato con postazioni packet di Roma, di Milano, di Bologna, le
nazioni della comunità "Alpe Adria", Austria, Slovenia e Croazia in
particolare, e sono pure possibili connessioni con altri nodi radioamatoriali di qualsiasi
altro continente tramite il gateway con la rete telematica Internet.
E' inoltre attivo tramite e-mail un sistema automatico di teleavviso di scossa sismica
dalla rete di telerilevamento sismico dell'Osservatorio
Geofisico Sperimentale di Trieste alla sezione ARI triestina.
La Sezione ARI di Trieste ha attivamente partecipato con propri operatori agli interventi
svolti in occasione di grosse calamità, come il terremoto del Friuli,
quello dell'Irpinia, quello dell'Umbria ed è stata la prima
Sezione ARI a venir censita dal Dipartimento della Protezione Civile ai sensi del DPR nr.613/94. Anche nel campo dell'addestramento la Sezione è
sempre stata attiva, organizzando annualmente proprie esercitazioni, tipo il Field-Day ARI di giugno, o partecipando alle esercitazioni promosse
dalla Regione o dal Dipartimento della Protezione Civile di Roma, come dimostra il nostro
impiego all'esercitazione VESUVIO 96 tenutasi a Napoli.


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Aggiornato: 29 marzo 2003