ARI Radiocomunicazioni Emergenza
Iscritta al Dipartimento della Protezione Civile - Roma
  8 luglio 1996
Prot. 841 28-631-13.

ARI

RADIOCOMUNICAZIONI EMERGENZA

ARI Trieste RADIOCOMUNICAZIONI EMERGENZA

Sezione di TRIESTE

 

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1970/2000  trent'anni di protezione civile
della sezione di Trieste

trent'anni di protezione civile della sezione di Trieste

Gli operatori dell'ARI Radiocomunicazioni Emergenza
della sezione di Trieste
ricevuti da Sua Eccellenza il Commissario del Governo
nella regione Friuli Venezia Giulia
e Prefetto di Trieste  dott. Michele De Feis
in occasione dei trent'anni di attività nella protezione civile
3 marzo 1970 - 3 marzo 2000 

 

Risale all'alluvione del Polesine del 1951 l'inizio dell'attività organizzata dai radioamatori in quella che anni dopo prenderà il nome di Protezione Civile. Dapprima con gli ingombranti apparati per onde corte, ora con i palmari bibanda VHF e UHF che grazie ai ponti ripetitori dell'ARI garantiscono ragguardevoli coperture radio pur mantenendo le stesse dimensioni di un telefono cellulare. Ma a differenza di quest'ultimo le comunicazioni dei radioamatori sono possibili anche in tutte quelle situazioni che causano il blocco dei servizi di telecomunicazione tradizionali, cioè terremoti ed esondazioni. Il diffusissimo "telefonino", dopo una breve tratta via radio entra sempre su una rete telefonica tradizionale via cavo, soggetta quindi ai guasti delle linee che il maltempo o un fenomeno disastroso come un'esondazione possono fare. Viceversa una rete radio radioamatoriale, oltre a contare su ponti radio ripetitori posti in posizione elevata con alimentazione di emergenza a batteria, può disporre della capillarità dei radioamatori, che sparsi sul territorio possono comunque collegarsi tra loro riuscendo a garantire l'inoltro dei messaggi verso le Prefetture che coordinano i soccorsi. A Trieste l'ARI costituì il 3 marzo del 1970 il C.E.R. Corpo Emergenza Radioamatori della sezione, oggi Radiocomunicazioni Emergenza. Già da alcuni anni vi erano state delle sperimentazioni mirate al soccorso, in particolare speleologico. Pioniere di quell'attività fu new.gif (26193 byte)Enrico Davanzo  I1DVO, scomparso sul Monte Canin nel 1970 travolto da una slavina insieme ad altri due amici. Oggi tutte le prefetture italiane dispongono di una sala radio ARI dalla quale sono collegabili il Ministero dell'Interno ed il Dipartimento della Protezione Civile di Roma, impiegando apparecchiature in onde corte (HF). Tramite le frequenze in VHF e UHF si effettuano invece i collegamenti locali, in particolare per il Friuli Venezia Giulia i collegamenti tra le quattro prefetture regionali (Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia), i COM (Centri Operativi Misti presso i principali comuni) ed eventualmente la SOR (Sala Operativa Regionale) di Palmanova (UD) della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, al momento non  attiva. Questi collegamenti sono effettuati anche utilizzando i 12 ponti radio ripetitori ARI regionali. La prefettura di Trieste è stata la prima a disporre di un collegamento packet UHF a 38.400 bps con il nodo Itanet di Trieste (IR3TS), da cui viene collegata tutta la rete Itanet nazionale usando la tratta a 1.228.000 bps tra Trieste, Aviano (PN) e Padova. In parole povere è possibile un collegamento diretto ed immediato con postazioni packet di Roma, di Milano, di Bologna, le nazioni della comunità "Alpe Adria", Austria, Slovenia e Croazia in particolare, e sono pure possibili connessioni con altri nodi radioamatoriali di qualsiasi altro continente tramite il gateway con la rete telematica Internet. E' inoltre attivo tramite e-mail un sistema automatico di teleavviso di scossa sismica dalla rete di telerilevamento sismico dell'Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste alla sezione ARI triestina.

La Sezione ARI di Trieste ha attivamente partecipato con propri operatori agli interventi svolti in occasione di grosse calamità, come il terremoto del Friuli, quello dell'Irpinia, quello dell'Umbria ed è stata la prima Sezione ARI a venir censita dal Dipartimento della Protezione Civile ai sensi del DPR nr.613/94. Anche nel campo dell'addestramento la Sezione è sempre stata attiva, organizzando annualmente proprie esercitazioni, tipo il Field-Day ARI di giugno, o partecipando alle esercitazioni promosse dalla Regione o dal Dipartimento della Protezione Civile di Roma, come dimostra il nostro impiego all'esercitazione VESUVIO 96 tenutasi a Napoli.

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IV3QBL Giampaolo Bressan, delegato ARI R.E. di Trieste mentre opera da un furgone della protezione civile attrezzato con stazione radio HF, VHF e UHF fonia e packet, in località Cercola (Napoli) in occasione di " VESUVIO 96" - esercitazione di emergenza simulata


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Attualmente fanno parte della struttura ARI Radiocomunicazioni Emergenza di Trieste 23 operatori, dei quali 12 già equipaggiati con materiale dell'ARI R.E., vale a dire 4 motogeneratori di corrente, di cui uno da 1.900 Watts, una tenda ministeriale, ricetrasmettitori bibanda VHF-UHF veicolari e portatili, 1 ricetrasmettitore HF, antenne ed accessori, 2 computer portatili, modem per trasmissioni digitali (packet, rtty,amtor), batterie da 80 A/h, più tutto il materiale personale di ogni singolo operatore.

 

ARI Trieste - postazione da campo di emergenza

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Aggiornato: 29 marzo 2003